Ecco Vinegia bella

A. Gabrieli

Ecco Vinegia bella

Che chi domò tante hidre,

e tant' estinse mostri,

e fe' tante e si notabil prove,

Sol per piacer al suo gran padre Giove

Ch'ancor fanciul lo spinse

Ad alt' imprese ove egli sempre vinse

In grembo a te, che sua fida sorella

Con pur' affrett' appella

S'acqueta, e'l mal de la passata via

Ne le tue bracce accolto homai s'oblia

Tu, scopr' intanto le tue gioie,

e mostra quanto gradir t'aggrada

A lui che venne a te per lunga strada.

E come vibra il ciel via più che mai

De la stellata chiostra

I suoi lucenti rai

Quasi che si gran Re, tant' a Dio caro

Voglia honorar col suo bel lume chiaro

Cosi tu spiega le tue pompe,

E in mille modi e col dolce suon, col dolce canto

Col ribombar di squille

E col tuonar dei cavi bronzi, segno

Porgi pronto e amico,

Che al suo paterno Regno

Godi che ascenda il glorioso Henrico.