Il giglio

A. Mariani

D'un caro affetto all'aura

cresciuto, o nobil fiore,

puro siccome l'alito

soave dell'amore.

Su te vegliò l'assidua man

della fida sposa,

e tua virtude ascosa

di speme in lei parlò.

Su te vegliò,

ecc.

Sin ne' deserti candido

schiudi olezzante il seno,

t'imperlo d'una lacrima

che piove il ciel sereno.

Lieve ti baci un zeffiro

che al tuo favor s'inclina,

carreggi la divina

luce che ti scaldò.

Careggi la divina,

ecc.