La prima viola

Rubinstein, Anton

Odorosa foriera d'aprile,

Dalla terra sei nata pur ora,

Como in petto di donna gentile

Nasce il primo pensiero d'amor.

Il tuo fior sulla zolla appassita

È la speme che il mesto rincora,

II sorriso che manda la vita

Al cessar d'un acuto dolor.

Fra le nevi che l'aura discioglio

Io ti colgo, o romita de' prati,

Io delibo dall'intime foglie

La tua molle fragranza vital.

E mi duol che parola non sia

Quest' arcano d'effluvj beati.

Oh! sonasse nell'anima mia

Come nota di spirto vocal.

Io saprei perchè il sole ti brama

Vinto appena l'inospite verno:

Perchè tanto la virgine t'ama

Quando piagne lontano il fedel.

Io saprei perchè volgi i sospiri

Del ramingo al suo cielo paterno,

Ed inaspri con vani desiri

La sventura e l'esiglio crudel.

O vïola, compagna di mesti,

II tuo fior non sorride ai felici,

E le care memorie che desti

Son le gioje d'un tempo che fu.

Quelle gioje che tutte sen vanno,

Come schiera di perfidi amici,

Quando fugge l'amabile inganno

Della breve infedel gioventù.