La fortuna di Roma
A. Scarlatti
La fortuna di Roma
A debil filo appesa
A momenti attendea l'ultima offesa.
Coriolano irritato
Dall'infelice e forse ingiusto esiglio
In vendetta cangiato
Havea l'amor di cittadin, di figlio.
De Volsci unito al bellicoso ardire,
De le tende nemiche
Sovra il Tebro stendea l'ombre guerriere,
Venian gl'amici a schiere
Per frenar del suo cor l'ardire insano,
I più famosi eroi
Chiedevano pietà, ma tutto invano,
Che il giovane superbo
Al suo campo seguace un guardo gira
E rispondon per lui fortuna ed ira.