Non sò qual più m'ingombra - Cantata pastorale à Canto solo con Violini

A. Scarlatti

Recitativo

Non sò qual più m'ingombra,

fuor dell'usato mio: gioia o stupore.

Poc'anzi oscura, e bruna era la notte;

E l'ombra, con argenteo splendore,

appena gli feria raggio di luna,

or chiara in un momento, ride l'aria serena,

e'l colle intorno indora il Dio del giorno

arsa da freddo gelo, languida l'erbetta, e'l prato;

Or su leggiadro stelo, già spunta il fior:

di bei colori ornato guari non è,

che il fonte pur negava, gelato,

di bagnar come pria, l'arida sponda,

or dal vicino monte,

alletta e piace e il mormorio dell'onda.

Aria

Che die sarà? Chi a me lo dice?

Son felice, e non intendo,

mentre lieto vò godendo

la cagion del mio piacer!

E non sa, contenta l'alma,

questa calma, e questa pace

che m'alletta, e tanto piace:

perché mai mi fà goder?

Recitativo

È nato al fin mi dice,

rischiarato il pensiero;

È nato il Gran Messia,

da' nostri Padri lungamente atteso:

Me l'dice l'alma mia,

me l'attesta l'acceso cor,

che reso felice,

non paventa rovine al caro ovile:

Lo palesa l'aprile,

che le campagne infiora.

E'l biondo raggio

del nuovo Sol, che nacque,

dell'ombre oscure a vendicar

l'oltraggio:

Me l'additano l'acque,

che non affrena il gel rigido, e fiero;

Sì, sì ch'è nato il Messia,

dice il pensiero.

Aria pastorale

Nacque col Gran Messia

la pace all'orbe intiero:

Così dice il pensiero,

e me l'attesta il cor;

E lieta l'alma mia

non sente affanni rei,

e godon gl'occhi miei

in mezzo al gelo il fior.