Solitudini amene, apriche colli,
A. Scarlatti
Recitativo
Solitudini amene,
apriche colli, notte, ombrose valli.
Un tempo di diletto, amiche scene,
or teatro di duolo al guardo mio.
Io da voi non pretendo
e non desio conforto al duol che sento,
ch'ogni vostra delizia è mio tormento.
Non già che voi non siate
e più vaghe e più ornate
d'ogni erbetta, più verde
d'ogni fior, più ridente,
ma voi siete più belle,
io più dolente.
Aria
Io vi miro ancor vestite
di fior vaghi e d'erba altera
e dipinte, colorite
dall'amante primavera.
Fanno a gara venticelli
a baciar le vostre fronde
e dan legge i bei ruscelli
dalle ninfe ai crini biondi.
Recitativo
Ma pur tra voi non trovo
quel sollievo ch'io bramo a tanto pene,
e in voi pur cerco e non ritrovo Irene.
Aria
Una volta eri tu solo
del mio duolo
gran conforto e vago rio.
Or s'accresce il mio tormento
mentre sento
il suo flebil mormorio.