Su, venite a consiglio

A. Scarlatti

Su, venite a consiglio,

O pensieri.

Com'esser mai può

ch'io serva a Semira,

che scopo è dellira

di chi m'infiammò?

No, no, no, no!

E meglio soffrire,

penare, morire,

che mai rimirare

oggetti sì fieri.

Eh! lasciate i consigli,

o pensieri, o pensieri.

No, no, no, tornate a consiglio,

o pensieri.

Chi il seno m'aprì

con dolce ferita,

vedrà che è schernita

sua fede così,

Sì, sì, s&igrave.

Il cielo permetta

men grave vendetta!

Destin più soave

è forza ch'io speri.

Oh, lasciate i consigli,

O pensieri.