Fulmini, quanto sa

A. Stradella

Fulmini, quanto sa

quel sembiante severo

che con ciglio lusinghiero

imprigiona d'un cor la libertà.

Non perciò vinto si renda

il mio cor che non vuol pene

e sprezzando le catene

non vuol ch'Amor di lui scherzo si prenda,

né in grembo al suo martir chieder pietà.

Fulmini quanto sa.

Di speme fallace

già fatto sagace,

bramando contenti

più viver non vuò.

Si pena, si more

nel regno d'Amore,

né a tanti tormenti

resister si può.

E così tra sì e no,

un disperato amante a morte va.

Fulmini quanto sa...

San quest'occhi ch'un misero core,

che si pone quest'acque a solcare,

sempre a forza d'estremo dolore

cresce l'onde con lagrime amare.

E allor prova più fiero rigore

ché del porto speranza non ha.

Fulmini quanto sa...