La bellissima speranza

A. Stradella

La bellissima speranza

che nutrisce i cori amanti

fra dolor, martiri e pianti

sempre armata è di costanza.

Se per strane vicende

un disperato mal si cangia in sorte,

è tormento d'inferno, è cruccio, è morte.

È rio colpo di fortuna

lo sperar senza mercede

e che pura, intatta fede

priva sia di gioia alcuna.

Ai fulgor di speme infida

maledir fortuna o fato

si concede a un disperato;

ma con dolore interno,

con divise mortali,

stampi in cor generoso

disperato pensier voglie inumane

quel d'inumanità segno più espresso,

tradir il proprio cor, tradir se stesso.

Mai vibrò saette Amore,

delle stelle empi ascendenti,

che stimasse nobile core

insoffribili i tormenti,

se la gloria maggior d'un nobil sangue

è sprezzar i martir quando più langue.