Occhi belli e che sarà

A. Stradella

Occhi belli e che sarà

del mio duol, del foco mio?

Ben lo so, ve lo dich'io

ch'in eterno durerà.

Cruda stella m'influì

il soffrire ed il penare

senza mai poter sperare

di goder sereno un dì.

Fra pianti e lamenti,

fra pene e tormenti,

sospirando,

lacrimando,

in eterno viverò/morirò.

Così fra morte e vita,

mal vivo provarò,

doglia infinita.

Toglietemi di vita,

o miei fieri tormenti,

già che non m'è permesso

da due stelle lucenti

sperar al mio dolor pietade o aita;

e quest'alma tradita

e questo core oppresso

ricevete pietose,

o spietate d'Averno alme dogliose,

che fora il vostro duol forse minore

di quel che prova il mio trafitto core.

È troppo al mio penar fiera la sorte

né dar vita mi può, se non la morte.