La serenata
Thomas, Ambroise
Tu d'amarmi un dì giurasti,
adorato mio tesoro,
e dar anco un bel ristoro
in mercede a questo cor.
Se il tuo labbro lusinghiero
non mentiva in quel momento,
perchè tardi a far contento
il più tenero amator?
Tutto tace a noi d'intorno,...
dormon gli uomini e le fere,
l'ore amiche del piacer
ah, son queste, amato bene!
Vieni dunque al bosco in fondo
alla valle, alla lacuna
finchè amica la fortuna
veglierà sul nostro amor.
Giura dunque, o mio tesoro,
giura ancor che tu mi ami,
apri il cuor, dimmi che brami,
svela i dolci tuoi sospir.
Quanto è mio, quanto mi piace,
tutto è tuo, te l'offro in dono.
Ah, se offrir potessi un trono,
farei pago il tuo desir.
Ma se è ver che basti il cuore,
noi sarem insiem felici appien;
ah! non saetta, non baleno
turberanno il nostro amor.
D'ogni indebito timore
l'aspra idea da te discaccia.
Stendi, o cara, a me le braccia,
ch'io morir ti voglio in sen.
Vieni, cara, vieni, o cara!