Cessate, omai cessate
Vivaldi, Antonio
Recitativo accompagnato
Cessate, omai cessate,
rimenbranze crudeli d'un affetto tiranno;
Già barbare e spietate
mi cangiaste i contenti in un immenso affanno.
Cessate, omai cessate,
di lacerarmi il petto,
di trafiger mi l'alma,
di toglier al mio cor riposo, e calma.
Povero core afflitto e abbandonato,
se si toglie la pace un affetto tiranno,
perche un volto spietato, un alma infida
la sola crudeltà pasce ed annida.
Aria
Ah, ah ch'infelice sempre
me vuol Dorilla ingrata,
Ah sempre piu spietata;
M'a stringe à lagrimar.
Per me non v'è nò,
non v'è ristoro
Per me non v'è nò,
non v'è più speme.
E il fier martoro e le mie pene,
solo la morte può consolar.
Recitativo accompagnato
À voi dunque, ricorro orridi specchi,
taciturni orrori, solitaris ritiri, ed ombre amichi
trà voi porto il mio duolo,
perche spero da voi quella pietade,
che Dorilla inhumana non annida.
Vengo, spelonche amate, vengo specchi graditi,
affine meco in volto il mio tormento in voi
resti sepolto.
Aria
Nell'orrido albergo ricetto di pene
potrò il mio tormento sfogare contento,
potrò ad alta voce chiamare spietata
Dorilla l'ingrata, morire potrò.
Andrò d'Acheronte sù le nera sponda,
tinguendo quest'onda di sangue innocente,
gridando vendetta,
ed ombra baccante vendetta farò.