Sonetto LXVI

Annette Kruisbrink

Stanco di tutto questo, quiete mortale invoco,

Vedendo il Merito a mendicare nato,

E vuota Nullità gaiamente agghindata,

E pura Fede miseramente tradita,

Ed i più grandi Onori spartiti oscenamente,

E la casta Virtù fatta prostituta,

E retta Perfezione cadere in disgrazia,

E la Forza avvilita da un potere impotente,

E il Genio creativo per legge imbavagliato,

E Follia dottorale opprimere Saggezza,

E creduta Stupidità la Sincera Franchezza,

E il Bene, del Male condottiero, reso schiavo,

Stanco di tutto questo, da ciò vorrei poter fuggire,

Non fosse che, morendo, lascerei solo il mio amore.