Elegia sulla morte di un barboncino

Ludwig van Beethoven

(

Maestoso

Tutto finisce, appassiscono

molte delle gioie della vita.

Spesso, prima che sfioriscano nel caldo

mezzogiorno, le falcia via la morte.

Anche tu, gioia mia! Per te scorrono lacrime,

come si piangono gli amici più rari;

i miei occhi non possono contenere

il dolore per te, creatura mandata a rallegrarmi.

Chi tutto dà, ti diede questa salda fedeltà,

ti diede questo umore sempre lieto;

nessun'altra bestiola, amica delle persone,

aveva creato come te, questo è stato il mio premio.

Spesso, quando io confuso e stanco

sfuggivo il mondo brutto, tu,

con gli occhi pieni di dolcezza e pace,

mi riconciliavi con le persone e col mondo.

Tu, così puro da ogni inganno e vizio,

come nero il tuo folto manto di seta;

quanta gente conosco, la cui anima

è nera, come nero era il tuo pelo.

Tristi momenti ho avuto nella vita,

qualche gioia mi veniva solo da te!

Tu hai vissuto poco, ma non invano;

E di poche persone si può dire.

(

Andante ma non troppo

Ma non devo piangere più la tua morte;

tu eri l'amico dell'allegria;

tutto ci è caro quello che amiamo;

nessuna gioia terrena dura per sempre.

Il mio cuore non deve contrastare il destino

per una gioia perduta;

tu, continua a vivere là, e illudi il mio pensiero

coi ricordi più lieti.