Le lagrime d'Erminia in stile recitativo

Biagio Marini

La bella Erminia, sconsolata amante,

sopra il caro Tancredi egra piangea,

et al bel volto suo, tutta tremante,

ape infelice, ad hor, ad hor scendea;

e da quel fior di sua beltà mancante

fiamme d'amor, gelo di duol suggea,

quando ne' chiusi lumi ov'ella visse

fermò lo sguardo e sospirando disse:

"Tancredi? ò sanguinoso ò lagrimato

mio bene, Erminia vivi e miri estinto

il tuo core, ii tuo sol vedi ecclissato

nel ciel d'amor d'ombre notturne cinto?

Ahi bellezza languente, ò volto amato,

nel tuo pallor, nel mio dolor dipinto,

fra le tue belle guancie afflitte e smorte

muore la vita mia con la tua morte.

"Amor privato di tuoi luci ardente

nel bel terreno de' tuoi lumi giace,

sepolta tiene la tua bocca algente

amorosa sua tomba oggi mia pace.

La tua morte bellezza il cor dolente

aspreggiando lucenga offende e piace,

e s'ardo in vano, e se tu ghiaccio sei

nei ghiacci tuoi vivon gl'incendi miei.

"Piaghe che 'l sangue di versar soffriste,

caro nido de l'alme e degli amori,

mentre irrigate con purpuree liste

le sue gelide neve e i freddi avori,

impiagate quest'alma onde poi miste

sian le ferite e gli ultimi dolori,

e cosi unito al vostro sangue in tanto

si spanda il sangue mio per gli occhi in pianto.

"Morte ch'a me ti tolse hor mi conceda

in difetto d'amor gli estremi baci,

freddi e languidi baci infausta preda

di sfortunato amor larve fallaci.

Cosi nei baci miei l'alma posseda

fra le tue labbra I'ultime sue paci,

si ch'io morendo a la tua bocca unita,

sol viva in te fin ch'i miei baci han vita."