Il bambino straniero e il bambino Gesù
Carl Loewe
Un bambino straniero
camminava per le vie
di una città,
la sera della vigilia di Natale,
per vedere le luci accese.
Si fermava davanti a ogni casa,
guardava le stanze illuminate,
gli alberi splendenti
di luci -
se ne accorava moltissimo!
Il bambino piangendo disse:
"Tutti i bambini oggi hanno
un alberello illuminato,
e ne sono contenti,
solo io poverino non ho niente!
Se fossi a casa,
con la mia famiglia,
anche per me arderebbe una luce,
ma qui sono dimenticato,
in questa terra straniera!
Nessuno mi fa entrare,
mi fa un posticino?
In tutte queste case
non c'è proprio un angolino per me,
anche piccolo piccolo?
Nessuno mi fa entrare?
Io non voglio niente,
voglio solo godermi la luce
dei regali
degli altri."
Bussa a porte e portoni,
a finestre ed imposte,
ma non si affaccia nessuno
ad invitarlo,
non lo sente nessuno.
Ogni papà pensa
ai suoi bambini,
la mamma li colma di regali,
e non pensano a niente altro -
a quel bambino non pensa nessuno.
"O caro Gesù,
io non ho papà né mamma,
non ho altri che te.
Si tu il mio amico, consigliami tu:
tutti mi hanno dimenticato!"
Il bambino si strofina
le mani intirizzite,
si avvolge più stretto nelle sue vesti,
e aspetta in quella stradina,
volgendo lo sguardo qua e là.
E dalla stradina viene,
portando una luce,
vestito di bianco,
un altro bambino -
come è dolce sentirgli dire:
"Io sono Gesù,
sono stato un bambino
come te,
e non voglio dimenticarti,
come tutti ti dimenticano."
E' come un sogno;
scendono in volo
angioletti dagli alberi
e portano il bambino su,
verso la luce.
Il bambino straniero
è ricondotto in patria
dal suo Gesù,
e tutto quello che ha sofferto qui,
là lo dimentica subito.