Il mistero

(Carl) Otto Ehrenfried Nicolai

Se tranquillo a te d'accanto,

Donna mia, talun mi vede,

O felice appien mi crede,

O guarito dall'amor:

Ma non tu, che sai pur quanto

Combattuto e oppresso ho il cor.

Come lago, che stagnante

Par che dorma, e appena mova,

Ma tempeste in fondo cova

Sconosciute al vïator,

Muta calma ho nel sembiante,

Ho scompiglio in fondo al cor.

Se un sospiro, se un lamento

Il timore a me contende,

Dell'amore che m'accende

Non scemò l'intenso ardor;

Come lampa in monumento,

Non veduto avvampa in cor.

E vivrà benchè represso,

Benchè privo di conforto;

E vivrebbe, ancor che morto

Lo volesse il tuo rigor:

Chè alimento da sè stesso

Prende amore in nobil cor.