Ulisse
Dallapiccola, Luigi
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Ulisse Libretto
ULISSEParole e Musica di Luigi Dallapiccola
ULISSEPersonaggi:
ULISSEUlisse / Odysseus
ULISSECalypso/ Kalypso
ULISSENausicaa / Nausikaa
ULISSERe Alcinoo/König Alkinoos
ULISSEDemodoco / Demodokos
ULISSECirce / Kirke
ULISSELa madre Anticlea / Die MutterAntikleia
ULISSETiresia/Teiresias
ULISSEPisandro/Peisandros
ULISSEAntinoo / Antinoos
ULISSEEurimaco / Eurymachos
ULISSEMelanto / Melantho
ULISSEEumeo / Eumàos
ULISSETelemaco/Telemachos
PENELOPEPrima ancella / Erste Magd
PENELOPESeconda ancella / Zweite Magd
CALYPSOTratto di spiaggia sull'isola Ogigia. Vasto orizzonte.
CALYPSOCalypso è sola sulla scena e sta guardando lontano.
CALYPSOSon soli, un'altra volta, il tuo cuore e il mare
CALYPSOdesolata ti piange Calypso. La dea senza amore.
CALYPSOTi rivelasti a me mormorando in profondo sopore:
CALYPSOGuardare, meravigliarsi, e tornar a guardare.
CALYPSOCompresi. Era menzogna la nostalgia del figlio,
CALYPSOdella patria, del vecchio padre, della tua sposa:
CALYPSOera menzogna il pianto che ti scendea dal ciglio
CALYPSOrigandoti le guancie e le vesti. Altra cosa
CALYPSOcercavi e tal che mai mi riuscì penetrare.
CALYPSOGuardare, meravigliarsi, e tornar a guardare.
CALYPSOImmortal ti volevo. Ulisse. Tale sorte
CALYPSOnon accettasti. A che il tuo cuore aspirava?
CALYPSOChe bramare può l'uomo se non sfuggir la morte?
CALYPSOQuanto mistero nello spirito che anelava
CALYPSOGuardare, meravigliarsi e tornar o guardare.
CALYPSOSon soli, un altra volta, il tuo cuore e il mare.
CALYPSOCambiamento di scena
NAUSICAASpiaggia sull'isola dei Feaci. Boscaglia nel fondo.
NAUSICAALe Ancelle, che hanno appena finito di lavare e di esporre al sole varie tuniche multicolori, con grida di gioia si apprestano al gioco della palla. Nausicaa è sdraiata sulla spiaggia, in disparte, quasi assente.
NAUSICAA(Il gioco della palla si svolge, intercalato da grida di gioia delle Ancelle. Finito il gioco, queste si volgono a Nausicaa).
ANCELLENausicaa! Nausicaa!
I ANCELLATu, la più gaia e ciarliera fra noi,
I ANCELLAcome e perché quest'oggi
I ANCELLAsei così appartata e silenziosa?
NAUSICAAAmiche, ho fatto un sogno così strano...
NAUSICAANe son felice, ma tanto turbata ...
II ANCELLATurbata perché mai?
NAUSICAATu m’ apparivi
NAUSICAAbel sogno e m'annunciavi
NAUSICAAprossime nozze..
ANCELLENausicaa! qual sogno
I ANCELLACome può un sogno sì bello turbare?
NAUSICAAHo veduto lo sposo in sogno
NAUSICAAe m'ha parlato ...
I ANCELLAQuale egli era dei nobili Feaci?
NAUSICAANon era uno dei nostri ...
ANCELLEEra un eroe?
ANCELLEUn principe?
I ANCELLAEra un Re?
Trasognata
NAUSICAANon so chi fosse
I ANCELLANon sai chi fosse ... E quale aspetto aveva?
NAUSICAAOcchi fondi. provati dal dolore.
NAUSICAAun volto che sembrava quel d’ un Dio
NAUSICAAavea l’ uomo venuto a me dal mare.
NAUSICAAGuardava al cielo, in alto, interrogante.
NAUSICAAChi era? Che cercavo? "O creatura.
NAUSICAA- mi disse - luce sei che squarcia un velo
NAUSICAAdi fitte nubi; bianco giglio sei
NAUSICAAsull’ acque in furia: vollero gli Dei
NAUSICAAfar di te rosa sorta in mezzo al gelo
NAUSICAAd’ inverno". Tutto intorno la natura
NAUSICAAtaceva Ed io tacevo, trepidante.
NAUSICAAEro così felice di sognare.
NAUSICAAScomparve. Non ci fu neanche un addio,
NAUSICAADitemi, amiche, è forse ciò l’ amore?
Rimane assorta
cercando di richimare Nausica alla realtà
ANCELLENausicaa! Nausicaa!
I ANCELLAStrana, fanciulla. la tua domanda!
I ANCELLASon fole i sogni: rimani serena ..
ANCELLENausicaa! Con noi gioca!
ANCELLENausicaa si unisce al gruppo delle Ancelle; viene ripreso il gioco della palla. La palla arriva a Nausicaa; questa la respinge con violenza maldestra, tanto da farla finire nella boscaglia. Al limitare di questa appare Ulisse, sommariamente coperto di frasche; due Ancelle in fretta gli mettono indosso una tunica.)
Tra sé, trasognata
NAUSICAAEra questo lo sposo che ho sognato ...
Ulisse avanza di qualche posso…Si ferma
ULISSENell’ uomo scrutar volli il bene e il mole.
ULISSEQuesti occhi il mondo ed i prodigi suoi
ULISSEhan contemplato. Ma una volta sola
ULISSEmiracolo m’ apparve che simile
ULISSEfosse alla tua bellezza.
Tra sé, trasognata
NAUSICAAAncor sognare
NAUSICAAdesidero...
ULISSEdi palma agile stelo
ULISSE- il vedo! - sorgea da terra all’ ara accanto
ULISSEd’ Apollo, in Delo. Per la meraviglia
ULISSEtremò il mio spirito. Tu, cui niun somiglia,
ULISSEprovar me fai d’ allor lo stesso incanto.
ULISSEVive Artemide nel tuo bianco velo?
Tra sé, trasognata
NAUSICAAE' lui che in sogno a me venia dal mare ...
ULISSEChi in te si cela con arte sottile?
Tra sé, trasognata
NAUSICAAOdo la voce sua, la sua parala ...
ULISSEDa quali cieli sei discesa a noi?
ULISSEMi prostro a te, sia tu Dea o mortale.
si prostra al piedi di Nausicaa
NAUSICAATi prostrerai dinanzi al Re mio padre.
NAUSICAAT'alza. Straniero, e segui i passi miei.
(Ulisse si alza. A poco a poco la scena si oscura e si vuota lentamente).
SYSTEMPRIMO ATTO
PRIMA SCENAVasta sala nella reggia di Alcinoo. In fondo, il mare. Alcinoo siede ad una tavola con numerosi convitati, altri sono sparsi qua e là. Appoggiato ad una colonna, alla quale è appesa una cetra, immobile, il cantore Demodoco.
ALCINOOPria che sia tarda notte, Demodoco, vanto
ALCINOOdi questa reggia, canta per noi.
ALCINOOE' in me scolpito ancora il ricordo
ALCINOOdi quanto altra volta il tuo canto evocava:
quasi citando: cadenzato
ALCINOO"Erano calde ancor le mura di Troia
ALCINOOquando gli argivi eroi presero il mare
ALCINOOper ritrovar la patria ... "
ALCINOOChe avvenne,
ALCINOOche avvenne poi, Demodoco?
COROCanta, Demodoco!
visionario
DEMODOCOPassano innanzi agli occhi miei, che non vedono, navi gagliarde:
DEMODOCOpassano nel mio spirito, che tanto vede, lunghe vicende di orrori...
COROCanta, canta. Demodoco!
ALCINOOSia il tuo canto ispirato specchio di grandi eventi!
COROCanta, canta, Demodoco!
Demodoco impugna la cetra
DEMODOCOQuanto sia amaro il ritorno, ogni ritorno,
DEMODOCOera ignoto agli eroi ...
DEMODOCODolce come canto
DEMODOCOè il sorriso di Clitennestra che accoglie lo sposo:
DEMODOCOsu purpurei tappeti
DEMODOCOessa lo spinge a inceder, simile a un Dio.
segretamente
DEMODOCOAgamennone, indugi? Perché indugi?
DEMODOCOGli occhi dell’ anima mia contemplano alzata
DEMODOCOlama lucente: la scure d’ Egisto s abbatte
DEMODOCOsul capo dell'eroe. Sangue d’ intorno ...
DEMODOCOSangue vuol sangue e chiama altra sangue ...
DEMODOCOE dopo il sangue. Il rimorso.
Alle parole 'sangue d’ intorno', - prima apparizione del ritmo principale'- Ulisse è entrato in scena, seguito da Nausicaa e da alcune Ancelle. Nausicaa si siede quasi al riparo di una colonna; Ulisse in modo da essere ben visibile al Re Alcinoo
DEMODOCOForse men crudo il fato d’ Ulisse che. su tre navi
DEMODOCOnere, Ilio lasciò, coi fidi compagni.
DEMODOCOChi mai può dire quando, dove,
DEMODOCOchi può dir come peri?
DEMODOCONei gorghi cupi lo volle forse il Dio del mare.
DEMODOCOFu risparmiata lo strazio al fiero suo cuore
DEMODOCOdi tornare alla reggia, ave nessuno
DEMODOCOpiù l'avrìa conosciuto ...
Mormorato
CORONessuno,
CORONessuno ...
DEMODOCO... ove il suo grande oprare
DEMODOCOnon rammenta nessuno ...
Mormorato
CORONessuno,
CORONessuno...
DEMODOCOove il suo arco glorioso
DEMODOCOnon doma ormai nessuno.
Ulisse alza il capo e guarda a lungo Demodoco
stende il braccio destro verso Ulisse
DEMODOCOSolo gli Aedi san chi tu fosti, Ulisse.
Ulisse riabbassa il capo: si copre gli occhi
DEMODOCOIo, Demodoco,
DEMODOCOverso la vasta mobile tomba ove tu giaci
DEMODOCOlancio il mio canto commosso. Non dire, Ulisse,
DEMODOCOche sulla terra non ti ricorda nessuno.
depone la cetra
COROSembrava un Nume dettare a te il volo del canto!
COROIn te spirava il soffia d’ Apollo, Demodoco insigne.
si alza e muove qualche passo verso Ulisse
ALCINOOT'ho osservato, Straniero. Mentre l'Aedo cantava,
ALCINOOlacrime fitte ti rigavon le gote.
ALCINOOQuale angoscia t'opprime? E dimmi
ALCINOOqual'è il tuo nome.
si alza
ULISSEOdio, affanno, desio di vendetta: questo,
ULISSEquesto è il mio nome. Io sono ... Ulisse.
COROUlisse! Ulisse!
ULISSEEroe glorioso fui: ora son polvere.
ULISSESovrano, or mi vedete ramingare ...
COROUlisse! Ulisse!
fra sé
ULISSECh'io sia forse ... Nessuno?
In scena la luce si abbassa gradatamente
commosso
ALCINOOGrande, glorioso eroe, sii fra noi benvenuto!
con semplicità
ALCINOOVorresti dirci dove
ALCINOOil destino ti trasse per tant'anni?
ULISSEM'ascoltate.
ULISSECambiamento di scena
Coro
I COMPAGNO DI ULISSETerra! Terra! Terra! ter ...
I COMPAGNO DI ULISSENon è la terra che si sta cercando ...
I COMPAGNO DI ULISSENon è la terra che ci può dar pace ...
SYSTEMSECONDA SCENA (I LOTOFAGI)
I COMPAGNO DI ULISSETratto di spiaggia. Collina a destra.
I COMPAGNO DI ULISSELa nave di Ulisse sta per approdare; sulla tolda Ulisse e i suoi Compagni. E’ mattino.
arditamente
ULISSECoraggio, amici! Quest’ onda che monta
ULISSEè per noi segno di salvezza ...
con violenza
COROUlisse!
COROUomo di corta memoria, scordasti
COROpresto le acute zagaglie dei Ciconi
COROpresto i Compagni trafitti copristi d’ oblio ...
calmo
ULISSENulla scordai...
con violenza
CORONon rammenti,
COROalti come la vetta d’ un monte,
COROi feroci Lestrìgoni?
CORONon ricordi il ciclope
COROurlante lapidar le nostre navi?
calmissmo
ULISSENulla. nulla scordai.
vibrante
ULISSEVoi ..., non scordate che legati siamo
ULISSEe per la vita e per la morte.
COROUlisse!
CORODa trappa tempo, troppo ci torturi.
insinuante
ULISSEE' una tortura per le vostre nari
ULISSEl’ odor del mare?
COROD’ Itaca le zolle
COROdiversamente odorano!
ULISSEE’ tortura
ULISSEdel mare udir le mille voci?
COROItaca!
COROQuesta, questa è del mar la sola voce!
ULISSEForse … forse è tortura anche guardare?
COROTroppo questi occhi hanno veduto …
furioso
ULISSEAllora
ULISSEditemi pur ch'è tortura esser uomini!
Dall'interno, molto in lontananza, si odono delle voci chiare
I LOTOFAGILa luna piena sopra la valle,
I LOTOFAGIil sole, perenne, nel cielo ...
ULISSEAscoltate ..., approdiamo.
I LOTOFAGI… ruscelli che scorrono cantando ...
I LOTOFAGILa loro musica scende
I LOTOFAGIqual sonno, da cieli beati,
I LOTOFAGIsu noi, sulle palpebre stanche,
I LOTOFAGIsui nostri stanchi occhi
entrando in scena
I LOTOFAGIFelici noi siamo ...
Fanno un gesto di stupore nel vedere Ulisse e i suoi Compagni
I LOTOFAGIChi siete? Donde venite?
I LOTOFAGICome il dolore vi ha segnato i volti...
cupo
ULISSEAndiam sul mare per trovar la patria,
I LOTOFAGILo patria? Che cos'è?
ULISSEVogliam tornare là, dove siam nati,
ULISSEa dissodate la nostr'aspra terra
ULISSEche con tanta fatica ci dà frutto.
I LOTOFAGITanta fatica? Perché faticare?
cominciano una vera e propria scena di seduzione, che andrà aumentando gradatamente
I LOTOFAGILa nostra terra ci dona dei frutti:
I LOTOFAGIprendetene con noi ... senza destino
I LOTOFAGIvi sentirete, inconsciamente lieti,
I LOTOFAGIcome quando, bambini, dormivate.
ULISSECompagni! non prendete di quel frutto!
I Lotofagi sembreranno ignorare sia questo sia i due successivi interventi di Ulisse
I LOTOFAGIQuanto son tormentati i vostri volti!
I LOTOFAGIGuardate i nostri come son sereni ...
ULISSEAmici! Vene supplico!
I LOTOFAGIVivrete senza tema del futuro,
I LOTOFAGIsenza rimpianto per ciò che passato.
ULISSEAscoltatemi!
I LOTOFAGI... senza sapere che cose dolore,
I LOTOFAGIsenza sapere che cos è la rnorte.
Alcuni Compagni di Ulisse appaiono vinti: si staccano dal gruppo… prendono il frutto e si uniscono, sorridenti a Lotofagi
prorompendo
ULISSEPerduti! Sciagurati!
ULISSEUomini voi non siete!
volgendosi di scatto ai Compagni rimasti nel suo gruppo
ULISSESeguìtemi!
Risalgono in fretta sulla nave
I LOTOFAGILa luna piena sopra la valle,
I LOTOFAGIil sole. perenne, nel cielo,
I LOTOFAGIruscelli che scorrono cantando ...
I LOTOFAGICambiamento di scena
CIRCELussureggiante paesaggio sull'isola Eéa, Ulisse in piedi sta contemplando il mare. Non lontano da lui, addormentata sull'erba, Circe. E’ il meriggio
tra sé, mormorando
ULISSEGuardare, meravigliarsi, e tornare a guardare ...
scuotendosi
CIRCET’ ho udito un altra volta mormorare
CIRCEqueste stesse parole ...
deciso
ULISSECirce, debbo
ULISSEtornar sul mare ...
CIRCENo! Con me rimani,
CIRCEUlisse ...
ULISSENuovo tormento sorge
ULISSEin me col sorger di ogni giorno ...
CIRCENo!
CIRCERimani, Ulisse ...
visionario
ULISSETrascorso è più di un anno ...:
ULISSEil mare mi richiama a se; mi vuole ...
fra sé, mormorando
CIRCEIl mare ...
CIRCETrascorso è più di un anno ...
come da lontano
CIRCEA me venisti quando
CIRCEradi fili d’ argento - Ulisse, ancora
CIRCEnon li avevi notati! -
CIRCEs'insinuavano in mezzo ai tuoi capelli.
con espressione molto più terrena
CIRCEQuanto imperfette furono le donne
CIRCEche conoscesti pria di me! Non una
CIRCEti disse mai che l'uomo dai capelli
CIRCEgrigi abbisogna d’ una nuova madre.
CIRCESon io, che con pazienza, con amore,
CIRCEun'altra vita, un'altra giovinezza
CIRCEti ho dato ...
gesto di Ulisse
CIRCE- Nol negare! -
CIRCEe un'altra conoscenza.
oscuro
ULISSEPer me, Circe, tu fosti ognor mistero.
ULISSENon conosco il tuo volto!
carezzevole
CIRCEHa un volto solo
CIRCEil mare che tant'ami?
ULISSENon ricordo il colore dei tuoi occhi
ULISSEse da te m'allontano ...
sempre più insinuante
CIRCEDi che colore è l'onda
CIRCEche a sé ti attira?
ULISSEIl tuo sguardo mi sembra inafferrabile ...
CIRCEdel mare che ti chiama. che ti vuole ...
si avvicina a Ulisse per abbracciarlo
con passione
CIRCEUlisse! vieni a me, Ulisse! Vieni!
ULISSENon più.
molto tesa
CIRCEMa non mi temi?
ULISSEIl richiamo del mare è assai più forte
ULISSEdella minaccia, della seduzione.
CIRCEUlisse. tu da me tanto apprendesti.
CIRCEAccogli ancor l’ insegnamento estremo,
CIRCEche valga a suggellare il nostro addio.
CIRCENon avresti incontrati. Ulisse. mai
CIRCECiclopi né Lestrìgoni.
CIRCEse non li avessi avuti già nel cuore.
gridato
ULISSECirce!
CIRCEIl tuo cuor, le cui pieghe conosco,
CIRCEanche le più recondite,
CIRCEaltri mostri racchiude,
CIRCEche contro te s’ ergeranno dall’ onde ...
gridato
ULISSETaci!
CIRCEIn Itaca invan cercherà pace
CIRCEil tuo cuor tormentato.
CIRCEe ancor ti spingerà sul vasto mare ...
CIRCEancora, ancora …
CIRCEsino ali ultimo giorno. Parti, Ulisse.
CIRCENon temere che scagli sul tuo legno
CIRCEfolgori, o che scateni le tempeste:
CIRCEporti in te stesso tutte le tempeste;
rimanendo paurosamente immobile
CIRCEe la coscienza d’ esse che ti ho data
CIRCEsia la vendetta della Maga.
si scuote
CIRCEL'ultima donna che nominerai
CIRCEson io.
appassionato
CIRCEUlisse!
subito con altro tono
CIRCEDimmi,
con raffinata, perfida dolcezza
CIRCEdimmi, non ti sembra
CIRCEsul mar d’ udir cantare le Sirene?
CIRCECambiamento di scena
Gli altoparlanti trasmettono nella sala i due Cori come provenienti da direzioni opposte
voci interne
LE OMBRELacrime ...
LE OMBREPianto, rimorso, eterno soffrire ...
LE OMBREPianto, lacrime ...
LE OMBRESempre il buio; mai la luce ...
LE OMBREsempre soffrire; mai sperare ...
LE OMBREOppressi dal passato
LE OMBREsiamo genti senza futuro.
LE OMBREL’ Ade. La scena è popolata di Ombre. È notte. Unica luce, di tanto in tanto, il riflesso della luna su uno dei fiumi infernali.
COROSempre soffrire; mai sperare ..
COROSempre! Mai!
Ulisse e alcuni del suoi Compagni entrano in scena. Con le spade cominciano a scavare una fossa
CORORitmo eterno dei fumi d’ Averno,
COROonde che frangonsi sulla scogliera,
COROdirci sembrate con voce tremenda:
COROSempre! Mai!
Appena in questo momento le Ombre sembrano accorgersi della presenza di Ulisse e dei suoi Compagni
COROChi son quell'Ombre?
COROVersano latte, versano miele,
COROversano vino soave,
COROfresc'acqua versano ...
CORODi farina cospargono la fossa ...
CORONon son Ombre! Son uomini!
COROSgozzan l'agnello! Ne sprizza il sangue!
COROSoltanto il sangue a noi può dar parvenza di vita:
COROil sangue, il sangue ...
COROa noi, che tanto sangue vedemmo lassù sulla terra,
COROa noi, che tanto sangue spargemmo.
COROpria di cader nel nostro stesso sangue.
Le Ombre sembrano rivolgere intensa attenzione a Ulisse
COROChi sei. Straniero?
COROTu, vivo, in questa regno di dolore?
COROChi sei? Che cerchi?
ULISSETiresia, il vate, vo' interrogare:
ULISSEda lui saper bramo
ULISSEqual destino mi attende.
COROChi sei?
ULISSEPerché dirvi il mio nome?
Un volto di donna appare con particolare rilievo in mezzo alle Ombre, Ulisse sembra non accorgersene
ULISSELA MADRE (Anticlea)
ULISSEFiglio!
Ulisse si volge di scatto in direzione della voce
ULISSEMio figlio!
quasi senza fiato
ULISSEQuesta voce ... No …
a poco a poco le Ombre scompaiono
ULISSENo. Madre: non pensavo
ULISSEdi ritrovarti in questo regno pallido...
ULISSETi credevo nell’ isola petrosa,
ULISSEnell’ angolo del mondo a me più caro. ..
LA MADREItaca... No ... Tanti la morte coglie
LA MADREcon levità e li porta all’ altra riva
LA MADREliberi da inquietudini e da dubbi:
LA MADREe gli occhi loro niuno chiuder deve
LA MADREperché il sonno li chiuse dolcemente ...
ULISSEAncora ..., parla ancora ...
LA MADRENon fu così per me. figliolo mio:
LA MADREL'ansia. L’ affanno per te che il destino
LA MADREspingeva lontano sul mare; l’ angoscia
LA MADREstruggente per te che il mio cuore sentiva in periglio ...
LA MADREe l’ accorato amor che a te portai
LA MADREil mio corpo distrussero.
LA MADREVedi, men' venni nel regno dell’ Ombre
LA MADREIn questo desolato paesaggio,
LA MADREpopolato
LA MADRED’ alberi solitari, di vastissimi fiumi:
LA MADRElà, dove oltre il prato
LA MADREdegli asfodeli pallidi,
LA MADREs'apre nera, paurosa, la porta dell’ Ade,
LE OMBREPianto ..., lacrime..,, rimorso ...
ULISSEPria di cader per sempre
ULISSEin questo regno oscuro,
ULISSEche la vicenda ignora
ULISSEdelle stagioni, o Madre,
ULISSEti vo' abbracciare!
muove qualche passo verso la Madre. L'Ombra si allontana
LA MADREFiglio!
LA MADRECome ignori la sorte dell'uomo che scende sotterra
lontanissimo
CORORitmo eterno dei fiumi d’ Averno- .
LA MADREOmbre noi siamo: vaghiamo per l’ etere simili a sogno ...
lontanissimo
COROOnde che frangonsi sulla scogliera ...
LA MADRECosì son sfuggita all'abbraccio, quale ombra, qual sogno ...
con grande agitazione, paurosa
LA MADRENon odi? non odi di là della porta
LA MADREla voce ..
ULISSEChe dici?
LA MADREla voce
LA MADREche debbo seguire. ...
ULISSERimani!
disperatamente
LA MADREFiglio!
L’ Ombra scompare
ULISSESolo. Son solo. Un uomo
ULISSEche guarda nel fondo dell’ abisso ...
La scena si popola a poco a poco di ombre
smarrito
ULISSEChi sono? Che cerco?
COROPianto .... Lacrime ....
CORODolore ..., Rimorso ..., Orrore ...
Crescente movimento tra le Ombre. Appare Tiresia: ha in mano lo scettro d’ oro
COROEcco Tiresia!
COROTiresia, sommo vate di Tebe,
COROcieco veggente più che ogni veggente:
COROqual è il destino di quest uomo?
COROLacrime ...
COROPianto, rimorso, eterno soffrire ...
TIRESIAErgonsi contro te mostri dall’ onde
TIRESIAsul tuo legno la folgore s’ abbatte ..
dolce
TIRESIAD’ Itaca baci il suolo, ed il figlio e la consorte
con ribrezzo
TIRESIAMa quanto sangue intorno
TIRESIAInfine.
TIRESIAsolo, ancor ti vedo ramingo sul mare:
TIRESIAcanuto sei, canuto come il mare.
TIRESIATi cullan l’ onde ...
CORORitmo eterno dei fiumi d’ Averno ...
TIRESIAAltro non vedo ...
scompare
TIRESIACambiamento di scena
CORORitmo eterno dei fiumi d’ Averno.
COROOnde che frangonsi sulla scogliera,
COROdirci sembrate con voce tremenda:
COROSempre! Mai!
QUINTA SCENARiappare la sala della reggia di Alcinoo come al principio dell'atto. I personaggi si trovano nell'identica posizione in cui li abbiamo lasciati alla fine della prima scena.
cupo, meditabondo
ULISSENel mio futuro come vide chiaro
ULISSETiresia, il cieco tebanol
ULISSEDal mare che ribolle
ULISSEs'ergono contro me due mostri ...
COROCariddi!
COROScilla!
ULISSEPoi, quando, lasciata l'isola del Sole,
ULISSEci percosse la folgore ...
COROInfausto sonno il tua! Di sacrilegio
COROsi macchiarono tutti i tuoi Compagni!
ULISSE.... un'altra volta, e l'ultima non fu,
ULISSEsolo, disperso, ancora sul mare
ULISSEa lottar mi trovai,
ULISSEinsin che un Nume
ULISSEapprodare mi fé su queste rive
ULISSEove il più dolce dei sorrisi
ULISSEsul più puro dei volti accoglier volle
ULISSEme, fra tutti i mortali il più infelice,
ALCINOOUlisse. certo i Numi ti condussero a noi:
ALCINOOe noi domani, con doni,
ALCINOOti condurremo in Itaca, tua patria,
ULISSEGrazie, possente Re, Colmino i Numi
ULISSEte e la tua terra di bene.
Le torce vengono tolte, la scena si vuota gradatamente
Ulisse è solo, nel mezzo della scena quasi buia. Nausicaa, rimasta finora seminascosta da una colonna, lentamente, furtivamente, muove qualche passo verso Ulisse
NAUSICAAStraniero, che tanto hai veduto,
NAUSICAAStraniero, che tanto hai sofferto ...
NAUSICAAquando sarai tornato alla patria tua terra
NAUSICAApensa a me qualche volto
Nausicaa tende le braccia a Ulisse e Ulisse le tende a Nausicaa; ma non si toccano nemmeno
ULISSESì, Nausicaa,
SYSTEMSECONDO ATTO
PRIMA SCENA (ITACA)Spiazzo in mezzo alle colline.
PRIMA SCENA (ITACA)In fondo Eumeo attizza il fuoco davanti alla sua capanna. In mezzo al proscenio, vestito di nero. Antinoo, immobile.
fra sé, meditabondo
ANTINOONulla sul mare ...
entrando in fretta
PISANDROAntinoo! Là. in fondo,
PISANDROsul lontano orizzonte
PISANDROqualcosa sembra muoversi ...
entrando in fretta
EURIMACOAntinoo! sul mare
EURIMACOsi profila più chiara
EURIMACOd’ una nave la sàgorna ...
entrando in fretta
MELANTOAntinoo! Le vele
MELANTOrosse ... Torna da Sparta
MELANTOla nave di Telemacol
MELANTOMELANTO, EURIMACO e PISANDRO
MELANTOLa nave di Telemaco!
ANTINOOMa dietro al promontorio,
ANTINOOpronta all’ attacco, attende
ANTINOOla nostra nave ...
MELANTOUn corpo inanimato
MELANTOtra qualche giorno affiorerà dall’ acque ...
EURIMACODel giovinetto il corpo, che - fedele -
EURIMACOseguì suo padre nel regna dell’ Ombre
PISANDROAbbiamo atteso assai. Ma questa sera
PISANDROci siederemo più tranquilli a mensa.
voltandosi di scatto verso Eumeo, imperioso
ANTINOOEumeo!
ANTINOONulla manchi al banchetto o son frustate!
ANTINOONulla, ho detto, Nulla,
che si è avvicinato timidamente ad Antinoo
EUMEOAvrai quanto desideri, Signore,
EUMEOe farse ancor di più ...
a un gesto di Antinoo, Eumeo ritorna al fondo della scena
ANTINOOSi ritorni alla reggia.
Eurimaco, Pisandro e Melanto si apprestano a uscire; ma Antinoo trattiene quest'ultima
ANTINOOTu, Melanto,
ANTINOOrimani un poco ancor quassù. Che nulla
ANTINOOsfugga al tuo sguardo ed al tuo orecchio. Nulla ...
quasi fra sé
ANTINOONulla.
Esce, seguito da Eurimaco e da Pisandro. Melanto si avvia al pozzo per attingervi dell'acqua
EUMEOOdio feroce aleggia d’ intorno.
EUMEODimmi ove sei. Ulisse,
EUMEOsovrano giusto, sovrano amato!
Sono entrati in scena alcuni Pastori e Contadini, che hanno deposto i loro arnesi di lavoro nella capanna di Eumeo
Ulisse in vesti da mendicante, appare in fondo al sentiero e avanza lentamente
si è fermato a qualche passo da Eumeo
ULISSEUno stanco mendico
ULISSEche tanto ha camminato,
ULISSEvorrebbe riposarsi per brev'ora …
EUMEOAmico, siedi, e sosta quanto vuoi.
che non ha fatto altro se non guardare Ulisse, con curiosità non disgiunta da inquietudine - fra sé
MELANTONessuno mai vidi che avesse
MELANTOcosì terribili occhi …
EUMEOMelanto!
Melanto si scuote
EUMEOPrepara un po' di cibo per quest'ospite ...
MELANTOQuesto non è il mio compito …
con finta indifferenza
EUMEOSbadato!
EUMEODimenticavo che da tempo il tuo
EUMEOcompito è un’ altro …
violenta
MELANTOCome parli? Come parli, porcaro?
Pastori e Contadini rivolgono lo sguardo alle colline
COROUna fiamma sui monti!
COROUn altra fiamma!
COROEd una terza!
EUMEOVien dall’ alto il segno!
EUMEOSei salvo. Telemaco, sei salvo!
s’ avvicina ad Eumeo Con tono inquisitorio
MELANTOPerché quei fuochi sui monti?
con imbarazzo
EUMEOSon fuochi
EUMEOdi gioia ...
MELANTODi gioia?
EUMEOAbbondante raccolto, quest' oggi …
ripetendo fra sé
MELANTOAbbondante raccolto quest oggi ...
MELANTOSarà bene che scenda a valle
MELANTOS’ avvicina la notte.
Melanto si carica un anfora sulle spalle e s’ avvia all'uscita
cominciando con ira repressa e lasciandosi involontariamente trascinare
EUMEOScendi, scendi a valle
EUMEOe narra che sui monti
EUMEOc’ è qualcun che gioisce!
EUMEOVivere voglio sino a che non veggo
EUMEOil tuo bel collo bianco, la delizia
EUMEOdei Proci, stretto da una fune.
EUMEOsostenere il tuo corpo appeso a un ramo.
ULISSEPastor, troppo t’ irriti ...:
ULISSEChi s’ irrìta non crede alla giustizia.
EUMEOSaggio, tu sei. mendico. Dimmi: dove
EUMEOtanta saggezza apprendesti?
ULISSEMolto ho vagato sul mare.
ULISSEIl mare rende saggi ..
come colto da un’ idea improvvisa, ma senza sottolineare
EUMEOIl mare ...
EUMEODimmi se mai t’ avvenne d’ incontrare.,
EUMEOun uom chiamato Ulisse ...
ULISSEin un porto conobbi un di tal nome:
ULISSEanelava, dicea, tornare In Itaca.
EUMEOSon vent'anni che manca…
ULISSEChi potrìa riconoscerlo?
EUMEONessuno.
Ansante, entra di corsa Telemaco
EUMEOTelemaco! Telemaco! Telemaco!
TELEMACOSfuggito
TELEMACOsono all'agguato infame. Quanto vili
TELEMACOe spregevoli sono! Tra poco, giù,
TELEMACOsiederò coi miei nemici a mensa.
TELEMACOMi credon morto. Attendon essi vedere
TELEMACOil mio corpo inanimato affiorare sull’ acque
ULISSEGiovane, bello al pari d’ un dio …
ULISSEc'è qualcun- che t’ odia?
dimentica per un istante che deve recitare la parte di un mendico
ULISSEVoglio sapere dov'egli si trova ...
fra sé
EUMEOQuest'ira ,.., la domanda che scoppia
EUMEOsulle sue labbra ... Quegli occhi „,
EUMEONo ... è tutta un illusione.
TELEMACOChi è quel vecchio?
EUMEONon so chi sia, né donde venga,
EUMEOné so che cerchi …
ULISSEPastor, dammi un bastone.
ULISSEE' ancora così lungo il mio cammino.
esce
tra sé: guardando Ulisse che esce
EUMEOEppur ... quegli occhi …
EUMEOCambiamento di scena
SYSTEMSECONDA SCENA
EUMEOCortile davanti ara reggia.
EUMEOTra le colonne della costruzione tende rosse, chiuse. Una luce sarà sistemata in modo da rendere ben visibile l’ arco d’ Ulisse con la corda pendula, appesa a una colonna. E' notte. Una sola finestra, in alto, è illuminata debolmente. Un braciere nell’ angolo a sinistra. Ulisse entra lentamente... Guarda attorno a sé .. La sua attenzione sembra essere attratta dall’ arco appeso alla Colonna.
ULISSE'Ma quanta sangue intorno ...'
ULISSECosì mi disse il cieco Tiresia,
ULISSElà, nel profondo dell’ Ade.
ULISSESangue non vedo ancora intorno a me:
ULISSEintorno a me vive la solitudine.
ULISSENeppure mio figlio m’ ha riconosciuto
ULISSETristezza del ritorno ...
ULISSEOgni pianta, ogni sterpo ed ogni sasso
ULISSEriconoscea sul mia cammino, e tutto
ULISSEa me parlava del tempo lontano ...
ULISSETristezza del ritorno ...
ULISSEPerché, perché volli tanto vedere?
ULISSEPerché tutto alla mente mi ritorna?
ULISSEPerché non volli accettare l’ oblìo?
ULISSENeppur mio figlio m'ha riconosciuto ...
Dall'interno, come proveniente dalla finestra illuminata, s’ ode la voce di Penelope
Ritorna, Ulisse; ritorna, Ulisse ...
sorpreso, volge lo sguardo alla finestra illuminata
ULISSETu canti e tessi come la divina
ULISSECalypso; pura sei come Nausicaa
ULISSEe dolce sei come mia madre ...
ULISSECome
ULISSEe perché sembran sorger di sotterra
ULISSEa occupar la mia mente
ULISSE- e propria in questa notte -
ULISSEle donne che incontrai nel lungo errare?
ULISSEMi sembra d’ averle tutte dintorno ...
ULISSEUna, sol una manca:
ULISSECirce manca, per opra di magìa.
internamente, ma vicino con espressione sguaiata
ANTINOOLieta. lieta ...
Ulisse, udita la voce di Antinoo, si rannicchia in fretta al riparo di una colonna, accanto al braciere
é entrato in scena, alquanto brillo tenendo Melanto stretta alla vita
ANTINOOLieta, gaia sia questa notte ...
paurosamente
MELANTOAntinoo!... quelle fiamme, ...
MELANTOquelle fiamme sul monti ...
ANTINOONulla, Melanto ...
MELANTOEsser chi può quel vecchio?
ANTINOOGiovane, bella, bella come sei,
ANTINOOperché degnare d’ un sol sguardo un vecchio,
ANTINOOun senza nome?
Internamente
PENELOPEUlisse, torna! Ritorna, Ulisse …
MELANTOAscolta: intona la Regina il suo lamento …
Lascia che pianga chi più non ritorna .
ANTINOOSi parli d’ altro.
cominciando con semplicità e gradatamente aumentando in sensualità e passione
MELANTODice il vero Pisandro quando afferma
MELANTOche tu saresti lo sposo prescelto?
MELANTODice il vero Pisandro?
ANTINOOT'importa?
MELANTOAntinoo: re d’ Itaca, Melanto
MELANTOdisdegnerai?
ANTINOOTi pare?
MELANTODal letto freddo della tua Regina
MELANTOscivolare potrai nel mio ... non credo
MELANTOche il mio calore ti dispiaccia ...
abbraccia Anilnoo
prorompendo
ULISSEHai udito il mio appello, Circe!
Melanto si stacca da Antinoo si guarda intorno: fa qualche passo, si accorge della presenza di Ulisse. Ulisse per darsi un contegno, attizza il fuoco del braciere
MELANTOChi è la?
ANTINOOChi è la?
va verso Ulisse... si ferma
paurosa
MELANTOMa tu ..., chi sei?
fra sé
MELANTOChe angoscia, ...
tra sé
ANTINOOEi tace.
che è ritornata presso ad Antinoo
MELANTOSei cieco, Antinoo, o tu non vuoi vedere?
MELANTOOdio, vendetta esprimon quegli occhi:
MELANTOin essi ho letto la nostra condanna!
fatuamente, conscio di sé
ANTINOOPer odiare, Melanto, per amore
ANTINOObisogna esser un uomo. Quel relitto
ANTINOOnon è un uomo.
MELANTOCos è?
ANTINOOChi è? Nessuno.
prende Melanto per la vita. Escono
senza luce
ULISSENessuno. Tanto in basso son caduto.
ULISSEUlisse eroe: Re d’ Itaca: Nessuno.
si alza di scatto
ULISSEAssai ti vendicasti, o Dio del mare:
ULISSEIl mio nome che un giorno trasformai
per astuzia, ritorna a me per scherno,
ULISSE(decisamente
ULISSESi compia quanto compiere si deve
ULISSEin questa notte. Ulisse mira in alto.
TERZA SCENASi aprono le tende: appare una sala sfarzosamente illuminata. I Proci sono radunati a banchetto, con essi molte giovani donne. Melanto è seduta in disparte, sola. Ulisse, non appena ha udito le voci dietro le tende, si siede ai piedi della colonna alla quale è appeso 1’arco.
COROAlla gioia! all’ allegrezza!
COROAlla gioia. al piacere, alla gioventù!
COROAll’ allegrezza!
ANTINOOAmici, che avete brindato al piacere, alla gioia
ANTINOOed alla giovinezza,
ANTINOOnon disdegnate levare il calice in alto
ANTINOOa Posìdone dio,
ANTINOOche l'inquietante Telemaco volle chiamare
ANTINOOnei gorghi profondi ...
COROA Posìdone dio!
COROAll'allegrezza! alla gioia! al piacerei
COROA Posìdone dio!
Antinoo guarda con stupore di sbieco Melanto che, seduta in disparte, sola, tiene il viso coperto colle mani
ANTINOOMelanto….
ANTINOOperché qui sola ed estranea alla festa?
(si alza di scatto; ha gli occhi sbarrati. come fosse in preda a una visione terrificante):
MELANTOQuelle fiamme sui monti!
COROAlla madre Demètra rendevan grazie!
MELANTO(assorta nella sua visione, sembro non aver notato l’ interruzione del Coro):
MELANTOAntinoo ... e gli occhi di quel vecchio?
ANTINOOGli saran strappati, domani ...
MELANTOMi fai ribrezzo, Antinoo ...
COROAl dio Posìdone! a Posìdone dio!
urtato
ANTINOOVoi, coppieri, mescete del vino!
I coppieri eseguono
si è avvicinato a Melanto
con dolcezza, carezzevole
EURIMACOBella Melanto, danza, danza per noi ...
ruvidamente
MELANTONo, questa sera
PISANDRO(come sopra).
PISANDROBella Melanto, danza, danza per noi ...
MELANTO(più decisamente):
MELANTOOggi non danzo.
PISANDROMa perché?
EURIMACOMa perché?
congiunge le mani sopra il capo
MELANTOCome danzare qui, dove nulla,
MELANTOnulla m'ispira al volo?
ha allontanato le mani giunte, con senso di sconforto. Queste, allontanandosi. disegnano un semicerchio Antinoo, che ha notato il gesto, si avvicina o Melanto
ANTINOONulla? Nulla al volo t'ispira?
ANTINOOPure ... il tuo gesto mi dice l'opposto:
con sottigliezza demoniaca
ANTINOOTi sento ispirata ... m'intendi?
MELANTONo: non t'intendo.
Antinoo ha imitato il gesto a semicerchio che Melanto ha fatto poco prima
ANTINOOBella Melanto. ancor non intendi?
MELANTONo.
ANTINOOL'arco d’ Ulisse!
Melanto lancia un urlo di sgomento
Imperioso
ANTINOOCi porta. fido Eumeo,
ANTINOOl'arco che da vent'anni è inoperoso.
Eumeo si avvia verso la colonna,… ne stacca l’ arco… lo consegna ad Antinoo
Antinoo esamina l’ arco, Eurimoco e Pisandro si sono intanto avvicinati ad Antinoo
fra sé
ANTINOOSoltanto Ulisse lo poté piegare ...
COROSoltanto Ulisse lo poté piegare ...
COROEURIMACO e PISANDRO
COROSoltanto Ulisse ...
CORODanza. bella Melanto! danza. danza!
Antinoo s’ è avvicinato o Melanto con decisione le consegna l’ arco. Melanto abbassa il capo
Comincia la danza di Melanto. Dapprima la danzatrice sembra in cerca d’ ispirazione; poi la danza si svolge in modo languido e molle. Infine si fa selvaggia. La danza è arrivata al punto culminante: la corda dell’ arco s'è attorcigliata attorno al collo di Melanto, che emette un urlo terribile. Esattamente nello stesso momento appare in scena Telemaco con la spada al fianco. Un momento di stupore generale. Melania scioglie la corda che le attorcigliava la gola e getta l’ arco che va a cadere accanto ad Ulisse
COROTelemaco!
ANTINOOTelemaco! Ben giunto …
ANTINOOT'aspettavamo proprio questa sera .,.
TELEMACOM'aspettava sul mare
TELEMACOuna nave corsara ...
ANTINOOQuelle navi ...
interrompendo Antinoo
PISANDROSon la vergogna dell'isola nostra ..
EURIMACOSono la dannazion dei naviganti ,..
TELEMACOma il mio cuor mi diceva
TELEMACOdi scendere da solo al promontorio
TELEMACOper sfuggire alla rete.
ANTINOOAstuto sei
ANTINOOcome tuo padre. Siedi.
ANTINOOE deponi la spada. Come vedi,
ANTINOOnoi non siamo armati.
Telemaco non reagisce. Eurimaco e Pisandro, tentano di ristabilire l'atmosfera di festa
EURIMACOSplendido viaggia il tuo dev'esser stato)
PISANDROSplendido viaggio!
PISANDROTanto, tanto da te saper vogliamo!
EURIMACOCom'è la reggia del biondo Menelao!
PISANDROHai veduta di Sparta la Regina?
EURIMACOElena è sempre bella?
Telemaco non risponde
Intervenendo in modo deciso
ANTINOOE' appena giunto e voi già lo schiacciate
ANTINOOcon insulse domande. Vada intanto
ANTINOOdalla Regina a dirle ch'è tornato.
Uisse, al riparo della colonna, si è tolto il mantello da mendicante e tutto ciò che gli dava l'aspetto di un vecchio. Prende l’ arco ed entra nella sala dove si stava banchettando
prorompendo
ULISSEAnch’ io son ritornato!
guarda Ulisse con stupore
TELEMACOTu? Tu?
con ira contenuta
ANTINOOC'è qualcuno
ANTINOOche il vino ha reso gaio, questa sera ...
volgendosi ai Servi, con irosa violenza
ANTINOOVoi … poltroni! portate altre faci!
I servi non si muovono
calmissimo
ULISSEC'è abbastanza luce
ULISSEper l'occhio mio. Per voi, la luce e l'ombra
ULISSEnon differiscon più.
ULISSEMelanto sola, la cagna, ha compreso.
ULISSESi cominci da lei.
ULISSEMelanto! Le tue chiome
ULISSEsembreran fiamme, mentre il tuo bel corpo
ULISSEappesa a un ramo
ULISSEs'agiterà l'ultima volta!
ULISSEPrendetela!
A un gesta di Ulisse, Eumeo e alcuni servi si precipitano su Melanto e la trascinano fuori
ANTINOOAiuto! Aiuto!
ULISSEMa chi potrà aiutarti?
ULISSEChi ascolta la tua voce?
ULISSEAntinoo: guardami!
Flette l’ arco e allaccia intorno alla punta l'occhiello della corda. Grido di terrore di tutti gli astanti. Antinoo, colpito da una freccia, stramazza sotto il tavolo. Eurimaco e Pisandro cadono pure. Il Coro cerca di raggiungere le uscite Ulisse continua a scagliare freccie
appare improvvisamente in scena
PENELOPEUlisse!
Ulisse si volge verso di lei
PENELOPEUlisse!
alza le braccia
Ulisse alza pure le braccia - Ulisse e Penelope si guardano intensamente
PENELOPECambiamento di scena
SYSTEMULTIMA SCENA (EPILOGO)
INTERMEZZO SINFONICOMare aperto. Ulisse, solo, su uno piccola imbarcazione, Notte stellata.
ULISSENo, non sono le Furie ad avventarsi
ULISSEsu me per vendicare quei che uccisi,
ULISSEper rinfacciarmi i compagni perduti:
ULISSEsono i mostri (in me Circe li scoperse)
ULISSEche rodon questo cuore mai placato.
ULISSEUn uomo sono, un uomo che ha guardato
ULISSEil mondo nelle foggie più diverse
ULISSEe che intorno si vede sorger, muti,
ULISSEcon occhi interroganti, mille visi,
ULISSEmentre nell'alma le memorie farsi
ULISSEsembran più dense e dolorose. Quanto
ULISSEe cosa appresi? Fole.
ULISSEDopo fatiche inani,
ULISSEbriciole di sapere, vani
ULISSEbalbettamenti, sillabe soltanto
ULISSEmi son rimaste Invece di parole.
guarda in alto
ULISSEStelle: quante mai volte contemplai
ULISSEsotto cieli diversi
ULISSEla vostra pura trepida bellezza!
ULISSEStelle: quante mai volte interrogai
ULISSEi vostri sguardi tersi.
ULISSEluce sperando aver da voi, saggezza!
ULISSEPerché tanto diverse m'apparite
ULISSEin questa notte? Quando
ULISSEfu stabilito il vostro corso, e come?
ULISSEV'ho mirate: soffrii pene infinite
ULISSEintorno a me cercando
ULISSEquanto mi manca: la Parola, il Nome.
sempre più tormentato
ULISSETrovar potessi il nome, pronunciar la parola
ULISSEche chiarisca a me stesso così ansioso cercare;
ULISSEche giustifichi questa mia vita, il lungo errare,
ULISSEche rassereni l'ora che rapida s'invola.
ULISSEGuardare, meravigliarsi, e tornar a guardare.
ULISSEAncora: tormentarmi per comprendere il vero.
uno lungo pausa
ULISSESe una voce rompesse il silenzio, il mistero ...
altra lunga pausa: poi, come per improvvisa illuminazione
ULISSESignore!
calmato
ULISSENon più soli sono il mio cuore e il mare.