Uomo del mio tempo

E. Mainardi

Sei ancora quello della pietra e della fionda,

uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,

con le ali maligne, le meridiane di morte,

-- t'ho visto -- dentro il carro di fuoco, alle forche,

alle ruote di tortura. T'ho visto: eri tu,

con la scienza esatta persuasa allo sterminio,

senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,

come sempre, come uccisero i padri, come ucciscro

gli animali che ti videro per la prima volta.

E questo sangue odora come nel giorno

quando il fratello disse all'altro fratello:

"Andiamo ai campi". E quell'eco fredda, tenace,

è giunta fino a te, dentro la tua giornata.

Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue

salite dalla terra, dimenticate i padri:

Le loro tombe affondano nella cenere,

e gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.