La torre di Nerone

E. Melartin

Narra la fama, e ancor n'ha orrore il popolo:

Nerone, indétto a la città l'incendio,

salí su quella torre a lo spettacolo

del rogo, allegro ed avido.

Correano al cenno suo gl'incendiarii,

baccanti in festa, e roteavan picei

serti di fiamma. Dritto su' merli aurei

Neron tocca la cetera.

– Gloria – egli canta – al fuoco: a l'oro ei simile

ei degno del Titan che al cielo tolselo:

l'augel di Giove il porta; ed il primo alito

egli accolse di Bromio.

Vieni, splendido nume: al crine i pampini,

molle danza su 'l mondo anzi che in polvere

torni: di Roma qui raccogli il cenere

e nel tuo vino mescilo.