Canzone di viaggio

(Emil Franz) Carl Greith

Avanti! Ancora ebbro del vino splendente,

addio miei cari, dobbiamo separarci,

addio montagne, e tu casa paterna!

Una forza mi spinge prepotente via.

Il sole non resta fermo nel cielo,

è spinto ad andare per terre e per mari.

L'onda non si ferma sulla spiaggia solitaria.

Le tempeste urlano con forza per la contrada.

Con le nuvole che corrono se ne va l'uccello,

e canta lontano un canto familiare,

così è spinto il ragazzo per boschi e per campi,

per paragonare alla madre il mondo del suo viaggio.

Qui lo salutano i noti uccelli sul mare,

che volarono qui dalle pianure natie,

qui profumano i fiori amici intorno a lui,

gli portano l'aria di casa.

Gli uccelli, che conoscono la sua casa paterna,

i fiori, che lui piantò per offrirli all'amata,

e l'amore lo segue, lo tiene per mano,

così gli diventa patria la terra più lontana.