Dolce parola
F. Campana
Soprano:
Da si gran tempo,
ascoso in core,
und dolce ardore
nutrendo io vo,
che ormail l'arcano
celar fia vano,
in sen racchiuso
più star non può.
Ah si dal giorno
ch'io t'incontrai,
più pace mai
non fu per me.
Baritone:
Cara dal labbro tuo
uschita è la parola,
che allegra, che consola,
che sperde ogni martir.
Oh fortunati accenti!
In terra più non son!
Del ciel fu questo un don,
ah, degli angeli un sospir.