Che dici, o parola del Saggio

Francesco Paolo Tosti

Che dici, o parola del Saggio?

"Conviene che l'anima lieve,

sorella del vento selvaggio,

trascorra le fonti ove beve."

Io so che il van pianto mi guasta

le ciglia dall'ombra sì lunga...

O Vita, e una lacrima basta

a spegner la face consunta!

Ben so che nell'ansia mortale

si sfa la mia bocca riarsa...

E un alito, o Vita, mi vale

a sperder la cenere scarsa!

Tu dici: "Alza il capo; raccogli

con grazia i capelli in un nodo;

e sopra le rose che sfogli

ridendo va incontro all'Ignoto.

L'amante dagli occhi di sfinge

mutevole, a cui sei promessa,

ha nome Domani; e ti cinge

con una ghirlanda più fresca."

M'attende: lo so. Ma il datore

di gioia non ha più ghirlande:

ha dato il cipresso all'Amore

e il mirto a Colei ch'è più grande,

il mirto alla Morte che odo

rombar sul mio capo sconvolto.

Non tremo. I capelli in un nodo

segreto per sempre ho raccolto.

Ho terso con ambe le mani

l'estreme tue lacrime, o Vita.

L'amante che ha nome Domani

m'attende nell'ombra infinita.