È morto Pulcinella!

Francesco Paolo Tosti

Signore belle, voi mi dimandate

Qual nuova oggi vi porto?

Un'ingrata novella fra le ingrate

Vi reco!... Zitte!... Pulcinella è morto!

La sapienza del sorriso

Se ne andò da questo mondo

Con quell'uom dal negro viso,

Dal parlar sempre giocondo...

Giunto al termine fatale

Agli astanti ei mormorò:

"S'avvicina un funerale,

Al qual io non mancherò!"

Oh! che ingrata novella oggi vi porto,

Signore!... Zitte!... Pulcinella è morto!

Oggi è morto il gran poeta

Dal satirico ardimento,

Che mescè la goccia lieta

Nella coppa d'ogni evento...

Ma il perché della sua morte

A nessuno è noto ancor!

Ei morì... (bizarra sorte!)

Ei morì... di crepacuor!

Oh! che ingrata novella oggi vi porto,

Signore!... Zitte!... Pulcinella è morto!

Egli, il re dell'allegria,

Soffrì sempre un brutto male,

Un'orrenda malattia

Che si chiama l'

Ideale!

Rise... Rise... ma nel petto

Spesso il pianto soffocò!

Quante volte ei diè diletto

E, di dentro, spasimò!

Oh! che ingrata novella oggi vi porto,

Signore!... Zitte!... Pulcinella è morto!

Egli s'era innamorato,

Ma sapea che il mondo intero

Scherno sol gli avria serbato

S'ei dicea quel suo mistero...

Ed ei finse... E rise ancora...

Rise... Rise... e non guarì!...

Invocò la morte allora...

E la morte lo rapì!...

Oh! che ingrata novella oggi vi porto,

Signore!... Zitte!... Pulcinella è morto!