In amaca

Francesco Paolo Tosti

Mi cantano i rami

su 'l capo ne l'alba lunare;

ai dolci richiami

si piegano l'alghe de'l mare...

Risplender ne 'l mare

io veggo due rosse pupille:

da l'alghe tranquille

io sento una voce salir.

"Vergine bianca,

in fondo a 'l mare

vieni a sognare:

la notte manca."

Si curvano i rami

su 'l capo i profumi a spirare,

e già tra i fogliami

vanisce il chiarore lunare.

Un'ombra mi appare

a li occhi nuotanti ne 'l vano;

un alito umano

mi sento su 'l volto languir.

La luna già cade

ne 'l pallido ciel mattinale;

un fremito invade

il pallido mare d'opale.

Un'ansia mi assale:

non veggo più splender pupille;

tra l'alghe tranquille

ascolto la voce che muor.

"Vergine bianca,

in fondo al mare

vieni a sognare:

la notte manca."

Rivivono i rami

con brividi liberi a i venti;

e già tra i fogliami

i raggi discendono lenti.

I rami fiorenti

mi piovon rugiade su 'l volto;

io più non ascolto...

Dileguano i sogni d'amor.