Lontan dagli occhi

Francesco Paolo Tosti

Poiché quest'arte mia vi piace tanto

E chiedete canzoni e storïelle,

Non mi faccio pregare, una ne canto

Per voi, signore belle.

Eran pazzi d'amore; all'uno in viso

L'altra i forti leggea moti del cor.

Vivean nella speranza d'un sorriso,

Antica brama non saziata ancor.

Egli partì: fur lacrime e lamenti,

Cento volte gli adii si rinnovâr...

E della fede eterna i giuramenti

Ripetè la celata eco sul mar.

Dell'orïente per la plaga estrana

Egli l'affetto memore portò...

Ma il procace pallor d'una Giorgiana

Un giorno del suo duol lo consolò.

Egli tornò: compunto e dubbïoso

La nota soglia timido a varcar...

Picchiò alla porta... e gliela aprì lo sposo

Che impalmato ella avea presso all'altar.

Lontan dagli occhi... Non vi son catene

Che il tempo non infranga od il destino...

Dunque, signore mie, vogliate bene

A chi vi sta vicino.