Racconto

G. Cambissa

Dice il Re: "Vieni, bimbo sul prato fiorito:

Vedrai farfalle dai mille colori

E insetti strani meravigliosi, misteriosi.

E berrai l'acqua fresca del ruscello

E miele mangerai e dolci frutta odorose, vieni!"

Corre il bimbo sul prato fiorito

E ansante rincorre le farfalle dai mille colori.

Sale dall'orizzonte rapido il fuoco del sole

E il bimbo avidamente si disseta

Nell'acqua del ruscello.

"Dove vai, acqua bella e fresca?"

"Al mio mare."

Altri bimbi giocano sul prato

E inseguono farfalle bianche, rosse, rigate, a punti

O cerchiate di verde, azzurre, violette o nere

Ma chi le afferra

Non stringe che polvere chiara e leggera

Che il vento disperde.

"Dove sei, farfallina?"

"Nell'azzurro."

Sembra fermo il sole nell'ampia volta celeste.

L'ombre pian piano si fanno più lunghe,

Sempre più lunghe.

Fa freddo.

A un tratto è sera.

"O mio Re, portami via di qui!"

"Io ti porto via di qui, se vuoi

Il Re, ora non c'è.

Vieni, vieni presto con me.

Nel mio rifugio c'è tanto posto anche per te:"

Ghigna la Vecchia chiamando

Col lungo dito adunco.

"Non vengo con te; chi c'è nel tuo rifugio?"

"Altri bimbi, buoni e cattivi, dormono là."

Si china e l'afferra tra le scarne braccia:

"Lasciami!"

Appare un istante tra nubi di fuoco,

Sul bianco cavallo alato, il Re.

"Io verrò" dice.

S'aprono i cieli sfolgoranti

Alla silenziosa notte

E il bimbo s'addormenta senza sogni

Tra le scarne braccia della vecchia

Dal lungo dito adunco.

Splendono aguzze le stelle

E la tagliente luna.