Cercherò lontana terra

Donizetti, Gaetano

Povero Ernesto! oh come in un sol punto

mi veggo al colmo giunto

d'ogni miseria! dallo zio cacciato,

da tutti abbandonato,

mi restava un amico,

e un coperto nemico

discopro in lui, che a' danni miei congiura.

Ah meglio, o Malatesta,

io mertava da te! Ma non è questa

la mia più gran sventura.

Perder Norina, oh dio!

Questo è il sommo dei mali! e con che core

offrirle un'esistenza,

meco unita, di pene e d'indigenza?

Ah no. Ben feci a lei

d'esprimere in un foglio i sensi miei.

Ora in altra contrada

i giorni grami a terminar si vada.

Cercherò lontana terra

dove gemer sconosciuto,

là vivrò col cuore in guerra

deplorando il ben perduto...

ma né sorte a me nemica,

né frapposti i monti il mar,

ti potranno, o dolce amica,

dal mio seno cancellar.

E se fia che ad altro oggetto

tu rivolga un giorno il core,

se mai fia che un nuovo affetto

spenga in te l'antico ardore,

non temer che un infelice

te spergiura accusi al ciel;

se tu sei, ben mio, felice,

sarà pago il tuo fedel.