L'addio

Donizetti, Gaetano

Dunque addio, mio caro Amore!

Un amplesso... e poscia addio!

Non v'ha pena, non dolore

Pel tuo core pel cor mio,

Che pareggi il rio martire

Di dover così partire,

Caro Amore!

Di dover cosi partir.

Oh! se Iddio ci avesse dato

Un dì solo, un dì ridente,

Noi potremmo nel passato

Consolarci del presente,

Trovar forza per soffrire

Nel terribile avvenire,

Caro Amore!

Nel terribile avvenir.

Ma di gioia un raggio puro

Non brillò per noi giammai;

Un vapore, un velo oscuro

Ne turbò mai sempre i rai:

Il piacere fu un baleno

Che si spegne all'ombra in seno,

Caro Amore!

Che si spegne all'ombra in sen.

Pur non mai, non mai mi volsi

Contro il barbaro destino:

Di penar non mai mi dolsi,

Chè penavi a me vicino.

Fra due cor diviso almeno

Il martír si sente meno.

Caro Amore!

Il martir si sente men.

Or ch'io sono a te rapita,

Or che tolto a me tu sei,

Colle spine di mia vita

Gli altrui fior non cambierei.

Se a gioir è solo un cuore,

Quel gioir si fa dolore,

Caro Amore!

Quel gioir si fa dolor.

Dunque addio!... La nostra speme

Nacque in mezzo alla sventura,

Qual d'autunno all'ore estreme

Nasce il sole in nebbia oscura;

E sen muor senza vigore,

Come il Sol che in nebbia muore,

Caro Amore!

Come il Sol che in nebbia muor.