Quel guardo il cavaliere

Donizetti, Gaetano

«Quel guardo il cavaliere

in mezzo al cor trafisse

piegò il ginocchio e disse:

son vostro cavalier!

E tanto era in quel guardo

sapor di paradiso,

che il cavalier Ricciardo,

tutto d'amor conquiso,

giurò che ad altra mai

non volgeria il pensier.»

So anch'io la virtù magica

d'un guardo a tempo e loco,

so anch'io come si bruciano

i cori a lento foco.

D'un breve sorrisetto

conosco anch'io l'effetto,

d'una furtiva lagrima,

d'un subito languor;

conosco i mille modi

dell'amorose frodi,

i vezzi, e l'arti facili

onde s'adesca un cor.

Ho testa balzana;

son d'indol, vivace,

scherzare mi piace,

mi piace brillar.

Se monto in furore

di rado sto al segno,

ma in riso lo sdegno

fo presto a cambiar.