Viva il matrimonio

Donizetti, Gaetano

Se tu giri tutto il mondo,

Quanto è lungo, largo e tondo,

Sentirai del matrimonio

Mille incomodi narrar:

Ti diran che dei malanni,

Quando l'uomo è maritato,

Il vasello scoperchiato

Su lui devesi versar.

Somigliarlo a una galera,

A un capestro, sentirai,

Il morir fia meglio assai,

Ti diran, dello sposar.

Un giorno un uom di merito,

Da tutti assai stimato,

Parlando a un fidanzato,

Dicea con gravità:

"La donna è danno, e quindi

Se al danno l'uom s'accoppia,

I mali suoi raddoppia,

Riposa più non ha.

Poi quando i figli sbucciano

Comincia un'altra scena,

Allor la sua catena

Più orribile si fa:

Piccinini col guà, guà;

Un po' adulti col papà.

Grandi poi, con cento e cento

Capricetti e stramberie,

Qual molino in preda al vento

La tua testa fan girar."

Dunque, dunque il matrimonio

Sol di guaiè a noi fecondo?

"No, signor, poffar del mondo,

Questa è gran bestialità.

Ma pure il guà, guà,

Ma pure il papà.

Se presiede al matrimonio

Vero affetto e simpatia,

Non v'è stato, in fede mia,

Che più lieti vi fa star.

Una dolce parolina,

Della sposa una moina,

Ti faranno dalla testa

Mille cancheri sgombrar.

E dei cari bamboletti,

Le carezze ed i bacetti

Anche i dì più tristi e neri

In sereni fan cangiar.

Vieni quà, bamboletto.

Vieni quà, fanciuletto. Tien qua...

Vedete quant'è caro; vedetelo;

qualche volta è ostinatello,

cattivuccio, ma poi allora...

Gennariello, Pascariello,

Margherita e Maddalena,

Raffaele e Nannarella...

Sì, dunque viva il matrimonio."