Canta un augello in voce sì suave
G. Ghedini
Canta uno augello in voce sì suave,
Ove Meandro il vado obliquo agira,
Che la sua morte prende con dilletto.
Lassar le usate ripe non gli è grave;
Ma con dolce armonia l'anima spira,
Nè voce cangia alfin, nè muta aspetto.
L'unda del fiume il novo canto ammira,
E lui, fra l'erbe fresche a la rivera,
Perchè nel suo zoir doglia non spera,
Segue cantando ove natura il tira.
Così me tragge questa bella fiera
A voluntaria morte e dolce tanto,
Che per lei moro, e, pur morendo, canto.