Sì come canta

G. Ghedini

Sì come canta sopra le chiare unde

il bianco cegno, giunto della morte,

fra l'erbe fresche, e l'ultima sua voce

più dolcemente de adornarsi forza,

forsi per far al ciel qualche pietade

del suo infelice e doloroso fine:

così ancor io, davanti che il mio fine

me induca a trapassar le infernal unde,

poi che non ho soccorso da pietade,

voglio cantar, inanzi la mia morte

quel duol che il cor mi serra e sì mi forza,

che il passo chiude a le mie estreme voce.

O che fossero odite queste voce

da quella altiera che mi caccia al fine de la mia vita,

e che lassar mi forza il suo bel viso,

prima che ne l'unde Dioscura Lete mi bagnasse morte!

Forse gli soverrìa di me pietade.