Mondi celesti

G. Malipiero

Di me facea Dio come alcuno Maestro

fa del sonare uno stromento,

il quale si studia d'accordare tutte

le corde, e poiché l'ha bene accordate,

suona e canta con esso. Simigliamente

Dio l'anima mia a tutti i sentimenti

del mio corpo accordava a' suoi piaceri

e così ordinata l'anima mia, era portata

dagli Angeli al cospetto di Dio, e

quivi riceveva tanto diletto e tanta

allegrezza ch'io non mi ricordava ch'io fossi

mai nata nel mondo né ch'io avessi mai

veduto, e avea tanta familiarità con Dio e

con gli Angeli che parea ch'io fossi stata

sempre in quella corte celestiale; e quando

io v'era stata tanto quanto a Dio piaceva, sì

mi rendeva agli Angeli, ed egli mi

riportavano al luogo dov'io m'era posta in

orazione e quando io ero tornata in me e

vedeami posta in terra e rammentavami di

ciò ch'io avea veduto, infiammavami sì

dello amore di Dio, che abbracciava le

pietre i legni e ciò ch'io potea trovare per

amore del Signore che l'avea create. E

pareami essere ancella di tutte le donne

ch'erano nel tempio e desiderava d'essere

sottoposta a tutte le creature per amore

del Padre Celestiale.