Lamento d'Arianna

G. Petrassi

Il mio rimpianto non è lode,

Per inganno esule sposa:

Ai paterni giardini me rapita

Abbandoni alla sorte del mare

Ancora d'anni bella.

Già promessa la mano mi togli

Come al nemico la preda

Ed in premio mi doni allo scoglio,

Prigione delle vuote braccia:

E fosse l'eco almeno pietosa compagna

Alla pena del grido.

Non tu vedrai me morta

Tra lo stuolo di nebbia,

Inutile ombra non compianta.