All'altar protendi invano

Verdi, Giuseppe

Ah sgombro è il loco alfin! ~ L'insana gioia

alle aborrite torri

reca la turba de' vassalli, e intanto

almen qui tace delle nozze il canto!...

Nozze? Con altra donna?

Inaspettata io pur sarovvi!... Anch'io

reco a quell'ara il giuramento mio.

Oh padre! Di qual duolo

ti fia cagion questa infelice, quando

lunge dal patrio suolo

di te indegna l'udrai? Ma vendicato

sarà l'oltraggio, e questo

è il giorno in cui la mia vendetta appresto!

All'altar protendi invano,

dispietato, la tua mano!

Troverai colà nascosa,

come larva minacciosa,

l'infelice che tradisti,

cui rapisti ~ pace e onor.

L'infelice che spergiuro

t'ebbe al giuro ~ dell'amor.

Sotto il paterno tetto

un angiol m'apparia

radiante nell'aspetto

d'amore e di beltà.

Di speme a me nudria

il core innamorato...

Ah! Mi tradì l'ingrato,

tolto ogni gioia ei m'ha.

Oh potessi nel mio core

soffocar l'immenso amore!

D'innocenza al primo giorno

oh potessi ritornar!

Io sognava allor cherùbi

su dorate e bianche nubi;

ora i triboli e lo scorno,

ora il pianto e il lagrimar.