L'esule

Verdi, Giuseppe

Vedi! la bianca luna

Splende sui colli;

La notturna brezza

Scorre leggera ad increspare il vago

Grembo del queto lago.

Perché, perché sol io

Nell'ora più tranquilla e più soave

Muto e pensoso mi starò? Qui tutto

È gioia; il ciel, la terra

Di natura sorridono all'incanto.

L'esule solo è condannato al pianto.

Ed io pure fra l'aure native

Palpitava d'ignoto piacer.

Oh, del tempo felice ancor vive

La memoria nel caldo pensier.

Corsi lande, deserti, foreste,

Vidi luoghi olezzanti di fior;

M'aggirai fra le danze e le feste,

Ma compagno ebbi sempre il dolor.

Or che mi resta?... togliere alla vita

Quella forza che misero mi fa.

Deh, vieni, vieni, o morte, a chi t'invita

E l'alma ai primi gaudi tornerà.

Oh, che allor le patrie sponde

Non saranno a me vietate;

Fra quell'aure, su quell'onde

Nudo spirto volerò;

Bacerò le guance amate

Della cara genitrice

Ed il pianto all'infelice

Non veduto tergerò.