L'ultimo Canto di Saffo

L. Bordèse

Ed ancor del tuo fato infelice

Fia che suoni il mio povero canto,

Ed ancora una stilla di pianto

Per te, o Saffo, dal cor verserò.

Per te incauta, che, infida alla gloria,

Fosti cinta d'indegne

ritorte,

« Ed or solo dal gelo di morte

« Speri estinta la fiamma di amor. »

Sul funesto di Leucade sasso,

Al cui pie l'onda irata s'infrange,

Fra una turba che palpita e piange

Sordi Numi invocando per te;

Io ti veggo col crine disciolto,

Con le guance mestissime

e smorte

« Ahi soltanto dal gelo di morte

« Speri estinta la fiamma di amor! »

Oh tacete!... sul lauro immortale,

Sulla cetra il suo sguardo si posa...

Di quell' anima ardente e amerosa

Essi un giorno tur premio e desir;

Oh tacete!... nell'estro già sente

Le potenze dell'anima

assorte

Come cigno vicino alla

morte

Scioglie l'ultimo canto di

amor

!... --

-- O gentil, melanconica luna,

E voi stelle amorose, salvete!

Voi, cui spesso le tenere e liete

Mie canzoni rivolsi dal cor;

Voi, che luce pioveste e armonia

Su quest' alma ai celesti

consorte,

Rischiarate quest' ora di

morte

Con un ultimo raggio di

amor!

Nel delirio dei carmi rapita

Le bellezze intravidi del cielo;

Poi nel mondo lo spirito anelo

Di quel bello una immago cercò;

Di quel bello che, ohimè, contendeva

Al mio volto adirata la

sorte

Ah perchè non mi colse la

morte

Pria che ardessi nel foco d'

amor

Era bello, qual Sole nascente,

Il garzone che il petto mi accese,

Il suo sguardo qual strale discese

Nel mio petto e per sempre il feri;

Ma era crudo, bugiardo, e le gioie

Sospirate fur labili e

corte;

E fu infausto decreto di

morte

Il mio primo sospiro di

amor.

Che giovommi l'alloro acquistato

Nella prova sublime del canto?

E che il plauso ed il nobile vanto

Delle greche commosse città?...

Nell'ebbrezza del colto trionfo

Tese amor l'arti perfide e

accorte

Spenga dunque agghiacciata la

morte

Questa fiamma vorace di

amor!

Schiudi, o mare, i tuoi gorghi, ed accogli

L'abbattuto ed inutil mio frale,

E voi, stelle, lo spirto immortale

Accogliete nel lucido sen.

E si eternin le voci che estreme

Dal mio labbro tremante fur

porte:

« Che soltanto dal gelo di morte

« Spero estinta la fiamma di amor! »

Disse, e schiuse ad un tratto le braccia,

Si slanciò dalla rupe funesta;

Per tre volte la candida vesta

Sopra l'onda sconvolta appari.

Poi d'ognuno le luci atterrite

Da quel loco funesto fur

torte;

E di Saffo piangendo la

morte

Imprecare l'infausto suo

amor.