Oboe sommerso

M. Trenti

Avara pena, tarda il tuo dono

in questa mia ora

di sospirati abbandoni.

Un oboe gelido risillaba

gioia di foglie perenni,

non mie, e smemora;

In me si fa sera:

l'acqua tramonta

sulle mie mani erbose.

Ali oscillano in fioco cielo,

labili: il cuore trasmigra

ed io son gerbido,

e i giorni una maceria.