Sveglia

Mahler, Gustav

Al mattino, fra le tre e le quattro,

noi soldati dobbiamo marciare

su e giù per il vicoletto;

tralalì, tralalà,

e la mia bella sta a guardare.

"Ah, fratello, mi hanno sparato,

la palla mi ha preso in pieno,

portami al mio quartiere,

tralalì, tralalà,

non è lontano da qui."

"Ah, fratello, non ti posso portare,

i nemici ci hanno sconfitto,

ti aiuti il buon Dio;

tralalì, tralalà,

io devo marciare fino alla morte."

"Ah, fratelli! Voi mi lasciate indietro,

come se per me fosse finita,

voi schifosi nemici siete qui;

tralalì, tralalà,

mi venite troppo vicino.

Io devo suonare il mio tamburo,

se no sono davvero perduto;

i fratelli tutti a terra,

tralalì, tralalà,

giacciono come falciati."

Percuote il tamburo su e giù,

risveglia i suoi fratelli silenziosi,

e sconfiggono il loro nemico,

tralalì, tralalà,

lo spavento vince il nemico.

Percuote il tamburo su e giù,

ecco sono di nuovo davanti al quartiere,

nel vicoletto

tralalì, tralalà,

vanno davanti alla casa della bella.

Al mattino stanno là i corpi

in fila e in riga come monumenti funebri,

il tamburino sta davanti a tutti,

tralalì, tralalà,

ché lei lo veda.