Enrico l'Uccellatore

Moritz Peuschel

Il sire Enrico sedeva al paretaio,

ben lieto e di buon umore;

di mille perle brilla e splende

la luce dell'aurora.

Per prati e campi, per boschi e pianure,

senti che dolce suono!

Il canto dell'allodola, il verso della quaglia,

il soave usignolo!

Il sire Enrico si guarda intorno felice:

come è bello oggi il mondo!

E l'importante, che ci sarà un buon bottino!

E guarda il cielo.

Sta in ascolto, e scuote dalla fronte

i riccioli biondi.

Ehi! Ma che cosa è mai

quel drappello di cavalieri?

Si alza la polvere, rimbomba il suolo,

si avvicina il fragore delle armi;

O Dio! Questa gente mi rovina

tutta l'uccellagione!

E ora, che succede? Il drappello si ferma

all'improvviso davanti al Duca,

il sire Enrico avanza e dice:

"Chi cercate, signori? Parlate!"

Quelli sventolano bandierine variopinte

e gridano: "Il nostro Signore!

Viva l'Imperatore Enrico, evviva!

La stella di Sassonia!

Si prostrano davanti a lui

e gli rendono omaggio in silenzio,

poi gridano, quando lui stupito chiede:

"Così vuole l'Impero tedesco!"

Allora guarda il sire Enrico, profondamente commosso,

verso l'alto, in cielo:

"Mi hai concesso davvero un buon bottino!

Signore Iddio, sia fatta la Tua volontà!"