Acqua

Ottorino Respighi

Acqua, e tu ancora sul tuo flauto lene

Intonami un tuo canto variolungo,

Di cui le note abbian l'odor del fungo,

Del musco e dell'esiguo capelvenere,

Sì che per tutte le sottili vene,

Onde irrighi la fresca solitudine,

Il tuo riscintillio rida e sublùdii

Al gemmar delle musiche serene.

Acqua, e, lungh'essi i calami volubili

Movendo in gioco le cerulee dita,

Avvicenda più lunghe ombre alle luci,

Tu che con modi labii deduci

Sulla mia fronte intenta e sulla vita

Del verde fuggitive ombre di nubi.