La Fine

Ottorino Respighi

È tempo per me d'andare, mamma, me ne vado.

Quando nell'oscurità pallente dell'alba solitaria

Tu stenderai le braccia al tuo piccino che è nel letto,

Io ti dirò: "Il bimbo non c'è! Mamma, me ne vado."

Diventerò un delicato soffio d'aria e ti carezzerò

E incresperò l'acqua mentre ti bagni e ti bacerò,

Ti bacerò ancora.

Nella notte tempestosa mentre la pioggia batte sulle foglie

Tu m'udrai bisbigliare nel tuo letto,

E il mio riso splenderà

Con il lampo attraverso la finestra aperta

Nella tua stanza.

Se tu veglierai fin tardi nella notte

Pensando al tuo piccino

Io ti canterò dalle stelle:

"Dormi, mamma, dormi."

Sugli erranti raggi lunari io verrò pian piano

Sul tuo letto e giacerò sul tuo cuore mentre tu dormi.

Diverrò un sogno e attraverso le tue palpebre socchiuse

Scenderò nel profondo del tuo sonno

E quando ti sveglierai e guarderai intorno angosciata,

Come una lucciola scintillante m'involerò nell'oscurità.

Quando nel giorno della gran festa

I bimbi del villaggio verranno

E giocheranno intorno alla casa,

Mi fonderò nella musica del flauto

E palpiterò nel tuo cuore tutto il giorno.

La cara zi verrà coi doni della festa

E domanderà:

"Dov'è il nostro piccino, sorella?"

Mamma, tu le dirai dolcemente:

"È nelle pupille dei miei occhi,

In me stessa e nell'anima mia!"