Anniversario
P. Tirindelli
Non chiamarmi, non dirmi nulla
Non tentare di farmi sorridere
Oggi io sono come la belva
Che si rintana per morire.
Lascia ch'io mi ranicchi nell'angolo
Con la testa sulle ginocchia,
L'ore si spengono nel silenzio.
Salga in torbide onde l'angoscia
E m'affoghi; altro non chiedo
Che di perdere la conoscenza.
Ma non m'è dato. Quel volto
Quel riso l'ho sempre davanti.
Giorno e notte il ricordo m'è uncino
Confitto nella carne viva.
Forse morire io non potrò
Mai: condannata in eterno
A vegliare il mio strazio in mem,
Piangendo con occhi senza palpebre.
Abbassa la lampada, copri il fuoco
Che la stanza sia come una tomba.