La bambola
P. Tirindelli
Contessa, poichèin vostra cortesia
Con mussola e con trina
vestir voleste la miseria mia
di bambola piccina,
per dirvi: "Grazie!", io diverrò d'incanto
Quella che fina e bionda
Con voi prima divise il riso
E il pianto de l'infanzia gioconda:
Diverrò, pei vostri occhi
a l'improvviso, la bambola d'allora.
Rivivrete quel tempo e quel sorriso,
Oh! Non fosse che un'ora:
I canti, i giochi, i bei capelli sciolti
A onde sulle spalle:
Le pazze corse tra i querceti folti
Ad inseguir farfalle
I frutti morsi, i fiori colti,
I cieli puri, dei puri giorni:
L'innocente bellezza
In cui ti veli, Tempo, ché non ritorni;
L'ombra del sogno che v'arrise allora e così dolce fu.
Contessa, io non sono che una bambola...
Signora... non posso far di più!