Mistica

P. Tirindelli

Ella amava le gotiche navate

Dei templi solitari;

I ceri agonizzanti sugli altari,

Il biascicar dei mistici Rosari.

Ella pregava sempre, pei dolori

Che ancor non conoscea:

Come un giglio era bella e nol sapea;

Non di carne, ma d'etere parea.

Una sera, nell'ombra d'un ' arcata,

Uno sguardo l'avvolse.

Ella chinò la testa e non si volse,

Ma nelle fibre un tremito la colse.

Un'altra sera ancor, nel tempio vuoto,

Ella incontrò quel viso.

Prometteva l'inferno e il paradiso...

Il cor le battè rapido, conquiso.

Ed una voce su la bocca: Io t'amo,

Le disse, ed ella pianse...

Un angelo dallìalto la compianse;

Sull'altare una lampada s'infranse.