Non posso

P. Tirindelli

Perché, quando con dolce e maliardo

Labbro mi narri di tua vita errante,

L'innamorato e cerulo tuo sguardo

Par che tutto mi sugga il cor pulsante?

No, non chiamarmi ai morti sogni e ai baci...

Non posso, taci!

Quando, raccolta e pensierosa, ascolto

La voce tua che come un'arpa vibra,

Perché sale una vampa a te sul volto,

Corre un brivido a me per ogni fibra?

Non, non chiamarmi ai morti sogni e ai baci...

Non posso, taci!

Altro fato m'incalza. - Oh mai, nell'ora

Voluttuosa in cui tutto s'oblìa

E nel delirio rapida s'infiora,

Labbro d'amante mi dirà: "Sei mia".

Su la mia bocca giovanile e pura

Bacio è sciagura.

Tu mai non pensi l'amor mio? Raggiante

Luce sarebbe di gioia e di gloria,

Riso di giovinezza trionfante,

Inno di speme e canto di vittoria;

D'anima e di pensier, di mente e d'ossa

Magica scossa.

E pur, vedi, ti scaccio e m'allontano,

Rigida e casta, ne la notte fonda;

Non mi chieder perchè di questo strano

Tirannico mister che mi circonda;

Non chiamarmi ai morti sogni e ai baci...

Non posso, taci!