Dalle vecchie fiabe qualcosa mi chiama
Rued Langgaard
Dalle vecchie fiabe qualcosa mi chiama,
mi fa cenno una mano bianca,
e canta e risuona
l'incanto di un paese magico;
dove fiori colorati sbocciano
nella luce dorata della sera,
e ardono con gentile profumo
nel loro volto di sposa;
e verdi alberi cantano
antichissime melodie,
le aure suonano lievi
e gli uccelli cantano con loro;
e immagini di nebbia sorgono
fuori dalla terra,
e danzano carole aeree
in strani cori;
e bagliori azzurri splendono
su ogni foglia e ogni ramoscello
e luci rossastre si rincorrono
in circoli folli e fantasiosi;
e fonti sonore sgorgano
da selvaggi blocchi di marmo,
e strano nei ruscelli
risplende il riflesso.
Ah, potessi anch'io venire,
e là rallegrare il mio cuore,
e deporre ogni dolore,
ed essere libero e beato!
Ah! Quel paese della gioia
che vedo spesso in sogno,
al primo sole del mattino,
svanisce come lieve schiuma.