Profonda, solitaria, immensa notte
S. Caltabiano
Profonda, solitaria, immensa notte;
Visibil sonno del divin creato
Su le montagne già dal fulmin rotte,
Su le terre che l'uomo ha seminato;
Alte dai casti lumi ombre interrotte;
Cielo vasto, pacifico, stellato;
Lucide forme belle, al vostro fato,
Equabilmente, arcanamente addotte;
Luna, e tu che i sereni e freddi argenti
Antica peregrina ai petti mesti
Ed a' lieti dispensi indifferente:
Che misteri, che orror, dite, son questi?
Che siam, povera razza dei viventi?
Ma tu, bruta quiete, immobil resti.