Amico hai vint'io

S. d'India

"Amico, hai vint'io ti perdon;

Perdona tu ancora, al corpo no che nulla pave,

Al alma si; Deh, per lei prega e dona

Battesmo a me ch'ogni mia colpa lave."

In queste voci languide risuona

Un non so che di flebile e soave

Ch'al cor gli serpe, et ogni sdegno ammorza

E gl'occhi a lacrimar gl'invoglia e sforza.

Poco quindi lontan nel sen del monte

Scaturia mormorand'un picciol rio

Egli ci accorse e'l elmo empie nel fonte

E torno mesto al grande ufficio e pio.

Tremar senti la man mentre la fronte

Non conosciuta ancor sciolse e scoprio

La vide, la conobbe, e resto senza e voce e moto.

Ahì vista, ahì conoscenza!

Non morì già, che sue virtudi accolse

Tutte in quel punto e in guardia al cor

Le mise e premendo il suo affanno a dar

Si volse vita con l'acqu'a chi col ferro uccise.

Mentr'egli il suon de sacri detti sciolse

Colei di gioia trasmuttossi e rise,

E in atto di morir lieto e vivace

Dir parea "s'apre il Ciel; io vado in pace".